Spettacolo

La terribile storia di Totò Cascio, il bambino di Nuovo Cinema Paradiso che ha dovuto abbandonare il cinema

Salvatore Cascio, detto Totò, non ha avuto la carriera del cinema che avrebbe potuto avere: la vita lo ha portato a vivere un dramma che lo ha condizionato per sempre.
La terribile storia di Toto Cascio, il bambino di Nuovo Cinema Paradiso che ha dovuto abbandonare il cinema

La storia di Totò Cascio racchiude diversi momenti iconici. Da piccolo è diventato famoso grazie al ruolo di Salvatore di Nuovo Cinema Paradiso, film di Giuseppe Tornatore che conquistò il tanto ambito Premio Oscar. Oggi, all’età di 42 anni, l’attore siciliano vive una fase non proprio felice della sua vita a causa di una brutta malattia.

La malattia agli occhi che ha segnato la sua vita

All’età di soli 11 anni, Totò Cascio ha scoperto di essere affetto dalla retinite pigmentosa. Tale malattia gli è stata diagnosticata in un centro di cura svizzero e avrebbe condotto alla perdita della vista. La sua è una cecità ereditaria che lo ha messo in forte difficoltà, bloccando sul nascere una carriera che sarebbe potuta essere straordinaria.

Dopo l’Oscar, Totò aveva incontrato Stallone, Morricone e Peck, oltre ad aver palleggiato con Baggio e Vialli. Affrontare una situazione simile non sarebbe stato facile per nessuno, specie per un bambino.

La reazione alle peripezie della vita

La reazione iniziale di Totò Cascio ai suoi problemi fu abbastanza traumatica. Nelle prime fasi, il ragazzo decise di nascondersi, per poi avere il coraggio di chiedere aiuto. I suoi casting non andavano come sperava e la prospettiva di veder spegnere la luce davanti ai propri occhi era molto triste.

Cascio pensava che la cecità fosse sinonimo di buio assoluto, senza alcun passaggio intermedio. A ogni modo, oggi la situazione è ben diversa.

La scelta di andare avanti oltre ogni difficoltà

Nel corso degli anni, il carattere di Totò Cascio si è formato a rafforzato. Si è sottoposto a varie sedute di psicoterapia per superare al meglio ogni problematica e conoscere a fondo se stesso. Oggi accetta la sua patologia, nonostante la tristezza di non aver potuto vedere i due nipotini. Nonostante non siano mancate le malignità anche nei confronti dei suoi familiari, il ragazzo ha dignità da vendere.

Ha raccontato anche la sua passeggiata con Tornatore a diversi anni dal film, ma senza parlargli della sua malattia.

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