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Cristina D’Avena compie 58 anni, cosa fa ora la leggendaria cantante dei cartoni animati e icona sexy

Di recente la showgirl ha raccontato aspetti inediti della sua vita, come il legame spirituale con Sant'Antonio e la tendenza a creare di notte, mentre tutti dormono.
Cristina D'Avena compie 58 anni, cosa fa ora la leggendaria cantante dei cartoni animati e icona sexy

I più longevi potrebbero conservare un ricordo assoluto di Cristina D’Avena mentre intona Il valzer del moscerino sul palco dello Zecchino d’oro: lei in effetti ha ancora lo stesso sorriso e la stessa passione di allora, ma la sua voce è più potente e il suo carisma è quello di una donna che oggi compie 58 anni.

Cristina D’Avena nella vita privata e nella carriera

Figlia di un medico pugliese e di una casalinga marchigiana, Cristina D’Avena nasce praticamente cantando. Infatti a soli tre anni e mezzo calca il palcoscenico dello Zecchino d’oro e sale sul podio da terza classificata con Il Valzer del moscerino.

Per gran parte dell’infanzia continua a studiare musica, entra all’Antoniano e torna spesso nella trasmissione che ha segnato i suoi esordi da treenne, ma presto diventa una professionista. Incide la prima sigla di cartoni animati a 17 anni per Pinocchio, cartone trasmesso su Canale 5 e l’anno dopo batte ogni record con la Canzone dei Puffi, che le fa registrare 500mila copie vendute e vincere un Disco d’oro . Ma sono gli anni decisivi per la sua vita: sta per conseguire la maturità classica e dopo vuole intraprendere la Facoltà di Medicina. Ai microfoni di Superclassifica Show nel 1983 dice di voler conciliare le due cose: “Vorrei studiare medicina – dice –vorrei fare l’università però ovviamente continuando a cantare”.

Di recente, in un’intervista a vdnews.tv ha raccontato che nel primo anno di università, quando la Canzone dei Puffi era in cima a ogni classifica, era la star della facoltà: “Mi fermavano per tutte le aule, per farmi intonare ‘Chi siamo non lo so, gli strani ometti blu, son alti su per giù due mele o poco più’”.

Cristina d’Avena da cantante a icona sexy: cosa fa oggi e la devozione a Sant’Antonio

Nel tempo, un po’ per il carisma, un po’ per il fisico sempre in forma, Cristina D’Avena è diventata famosa come sex symbol quasi quanto è leggendaria come cantante di sigle dei cartoni.

In un’intervista rilasciata di recente a vdnews.tv, la cantante a spiegato di avere molti ammiratori che le rivolgono degli apprezzamenti al di là dei meriti puramente musicali. “Io sono praticamente una bambina che canta queste canzoni. Quando in realtà ‘mi si scopre donna’ con un vestitino un po’ più scollato o il bustino – perché quando faccio i miei concerti sono anche molto rock – tutti mi dicono ‘Ma sei proprio sexy, ma quanto sei sexy?’” racconta la cantante. Poi spiega anche la sua reazione: “A me ovviamente da donna piace moltissimo, perché altrimenti non mi metterei i bustini super femminili.

Dall’altra parte, quando poi invece vanno un po’ oltre, magari mi arrabbio un pochino”. Nella stessa intervista al canale mediatico Vdnews, la showgirl ha rivelato di non prendere l’aereo ma di volere “vincere questa paura” e anche di essere profondamente devota a Sant’Antonio.

Con sagacia, D’Avena ha detto al canale: “Per me è un po’ come un ‘fidanzato’. So che è strano a dirsi e so che è un po’ forte ma è così”. Quindi ha spiegato la ragione per cui è così legata a questa figura ieratica: “Ho un rapporto splendido con questo santo (…) fin da bambina mi ha aiutata.

Sarebbe un legame di famiglia condiviso con il padre ma che ha interiorizzato profondamente: “Tutto torna a lui, perché ho iniziato all’Antoniano che è la chiesa di Sant’Antonio, ho fatto tante cose e soprattutto lui è sempre stato presente nella mia vita e, non so come, mi ha sempre fatto fare le cose giuste”. L’artista oggi è continuamente in concerto o in radio o a firmare delle copie dei suoi libri e continua a cantare le sigle più amate da grandi e piccini – l’ultimo disco è uscito nel 2020.

Alle telecamere di vdnews.tv ha dichiarato che una caratteristica della sua creatività è il lavoro notturno: “Purtroppo – ha detto tra il serio e il faceto – ho questo problema: di notte, quando non si sente volare una mosca, io mi concentro, faccio le mie cose, scrivo….io di notte riesco a fare di tutto”.

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