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Il padre di Silvia e Giulia Provvedi muore d’infarto mentre è in videochiamata con le figlie: lutto sconvolgente per Le Donatella

Sono state le cantanti Silvia e Giulia Provvedi a raccontare cosa è accaduto quel giorno, compresi alcuni amari dettagli della drammatica vicenda.
Il padre di Silvia e Giulia Provvedi muore d’infarto mentre è in videochiamata con le figlie: lutto sconvolgente per Le Donatella

Era al telefono con le sue amate figlie e con la moglie, quando all’improvviso si è sentito male ed è spirato mentre loro, vicine ma lontane allo stesso tempo, poco potevano fare per aiutarlo.

Silvia e Giulia Provvedi hanno deciso di raccontare sui social i dettagli riguardanti la morte del loro amato padre, scomparso improvvisamente qualche giorno fa. La dinamica del malore ed i successivi soccorsi hanno infatti addolorato profondamente le due cantanti de Le Donatella, che hanno voluto denunciare la situazione e sensibilizzare il pubblico in merito a dinamiche esistenti a livello sanitario.

Le Donatella, morto il padre di Silvia e Giulia Provvedi

Silvia e Giulia Provvedi avevano dato la notizia della morte del padre 6 giorni fa, su Instagram: ”Sei stato il nostro esempio e ti promettiamo che saremo forti come ci hai insegnato tu.

Papà Ti ameremo per sempre”.

L’accusa al personale del 118: “Trattato male noi e nostro padre”

Nelle scorse ore le due hanno però voluto raccontare cosa è accaduto negli istanti che hanno preceduto la morte dell’uomo, e che le ha ferite profondamente:”Nostro padre era ammalato di cancro ma stava rispondendo bene alle cure e non è morto di quello. È morto di un infarto mentre era in videochiamata con noi e nostra mamma”.

A quanto pare, dopo aver chiamato i soccorsi, le due cantanti avrebbero ricevuto un trattamento poco piacevole dal personale del 118: ”Senza entrare nei dettagli, (il personale del 118, ndr) ha trattato male noi e nostro padre, come fossimo un “numero”, un’incombenza di cui liberarsi velocemente”.

Le due hanno poi spiegato di voler raccontare l’aspetto più doloroso di questa vicenda proprio per far arrivare un messaggio a chi, di professione, deve aver cura del prossimo: “Questo nostro messaggio vuole arrivare al cuore di tutte quelle persone che lavorano per aiutare gli ammalati, servizio di soccorso compreso.

Siate sensibili e pensate sempre che potrebbe succedere a qualcuno di voi. Nonostante tutto, da domani ricominceremo a lavorare e a tornare alla vita di sempre, perché questo è quello che nostro padre avrebbe voluto e lo porteremo per sempre nel nostro cuore. Ti amiamo papà… Per sempre”.

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