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Alessandro Haber finito in sedia a rotelle per un intervento sbagliato: “Ho pensato di farla finita”, cosa è successo

Alessandro Haber è in un momento molto difficile della sua vita: a causa di alcune complicazioni dovute ad un intervento chirurgico, da 8 mesi vive la sua vita su una sedia a rotelle.
Alessandro Haber finito in sedia a rotelle per un intervento sbagliato: "Ho pensato di farla finita", cosa è successo

Alessandro Haber è finito in sedia a rotelle: da 8 mesi vive una vita da disabile, e tutto nella sua quotidianità ha assunto contorni estremamente differenti da prima. Solo oggi l’attore sente di avere la forza di raccontare la sua storia e cosa sia accaduto, e perché abbia anche pensato al suicidio.

Tutto è cominciato 8 mesi fa: un dolore persistente alla gamba lo aveva indotto a una serie di visite mediche ed era emerso che aveva due vertebre schiacciate. A quel punto si era dovuto sottoporre ad un’operazione, che però è andata male: poi, è arrivata una seconda operazione. Il risultato finale: Alessandro Hater ha perso l’uso delle gambe e vive in sedia a rotelle.

A Il Corriere della Sera Hater non risparmia parole forti: “Vedo il mondo a mezz’altezza, e non mi piace. Ma non voglio lamentarmi. Sto facendo riabilitazione e, tra piscina e sedute di fisioterapia, che mi aiutano moltissimo, sento che il mio corpo sta cambiando, sto tornando in forze. Primo obiettivo: riuscire a camminare con le stampelle. Poi finalmente senza”.

Non sono mancati i cedimento, soprattuto dal punto di vista psicologico: “Ho avuto momenti di grande depressione, ho anche pensato di farla finita. Non ero indipendente, mi sentivo un peso.

Inutile. Agli altri ma soprattutto a me stesso. La mia energia diluita, dispersa. È stata dura. Ma ho pensato: c’è chi sta peggio. Ho avuto un’esistenza piena, ho realizzato tanti sogni. La vita mi ha regalato, e può ancora regalarmi, tanto. Per cui non devo, non voglio lamentarmi”.

Da quando non può camminare, fa sogni molto movimentati: “Corro a perdifiato i 400 metri. Ho anche sognato di essere Tarzan, ma niente avventure in terre esotiche: ero un Tarzan che salva i migranti. Anche noi siamo stati migranti, ma lo abbiamo dimenticato.

Invece accogliere fa bene. Penso ai rischi, ai pericoli di chi affronta viaggi che durano mesi, anni… Riflettendo invece sulla vicenda del missile caduto il Polonia ho pensato che mi piacerebbe essere un razzo, ma un razzo pieno di coriandoli, sparato sia in Russia che in Ucraina.

 Quanto è assurda e inutile la guerra!”.

Il lavoro, soprattutto in teatro, lo sta aiutando molto e infatti ha molti progetti in ballo:Vivo meglio nella vita reale che sul set o sul palcoscenico, i personaggi che interpreto mi aiutano a scoprire meglio me stesso. Non ho certezze su chi sono, mi piace mettermi in gioco. Cerco sempre di fare cose che prima non c’erano.

Di trovare una strada diversa”.

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