
L’interrogatorio di Filippo Turetta, accusato dell’omicidio dell’ex fidanzata Giulia Cecchettin, ha rivelato dettagli sconvolgenti. Durante l’interrogatorio di otto ore, condotto dal pm Andrea Petroni, Turetta ha confessato di aver commesso l’omicidio perché non poteva accettare la fine della loro relazione. “L’amavo ancora, l’ho uccisa perché non accettavo che non fosse più mia”.
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Turetta ha descritto un forte senso di possesso nei confronti di Giulia, affermando che non riusciva a tollerare il pensiero che lei non fosse più “sua”. Nonostante la fine della loro relazione, ha dichiarato di essere ancora innamorato di lei, evidenziando la difficoltà nel superare la rottura.
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Nel corso dell’interrogatorio, Turetta ha anche espresso il desiderio di assumersi la responsabilità delle sue azioni. “A Giulia ho fatto una cosa orribile, voglio pagare”, ha dichiarato più volte, ammettendo di essere il responsabile del tragico destino della giovane 22enne.
Il dettaglio inquietante emerso dall’autopsia è che Turetta ha utilizzato un unico coltello da cucina con una lama di 12 centimetri per commettere l’omicidio. Contrariamente a quanto si pensava in precedenza, il secondo coltello, quello spezzato trovato nel parcheggio di Vigonovo, non è stato utilizzato nel delitto.
Queste rivelazioni hanno gettato una luce cupa sull’intera vicenda, delineando un quadro di possessività e incapacità di accettare la fine di una relazione, culminato in un atto di violenza estrema. L’intera comunità rimane sconvolta di fronte a tale manifestazione di odio e dolore.