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“Il naso irriconoscibile, devono pagare per questa morte!”, il compagno di Stefania annuncia battaglia

Pubblicato: 04/12/2023 09:26
Stefania Camela morta intervento

La comunità di San Benedetto del Tronto è in lutto per la morte inaspettata della 47enne Stefania Camela, dipendente comunale che da anni lavorava nell’Ufficio Tributi e che da alcune settimane era stata trasferita nella segreteria del sindaco Antonio Spazzafumo. Alcuni giorni fa Stefania si era sottoposta in un ospedale di Milano ad un intervento chirurgico considerato di routine al setto nasale, ma subito dopo è stata colta da un malore improvviso ed è morta. Il dolore del compagno Michele Valerio Sibillo.
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Era stata dimessa nella tarda serata di giovedì scorso. Si trovava ancora in albergo insieme al suo compagno Michele, quando è stata colta da un malore improvviso. L’uomo ha chiamato immediatamente i soccorsi che sono giunti sul posto. Ma per Stefania Camela purtroppo non c’è stato nulla da fare. Tra le ipotesi sulle possibili cause ella sua morte c’è quella di una embolia.

La disperazione del compagno di Stefania Camela

“Era un intervento funzionale. – si dispera ora Sibillo, intervistato dal Resto del Carlino – Stefania doveva fare il setto nasale e i turbinati, visto che aveva avuto un incidente quando aveva 10 anni, con frattura del setto. Era felice di poter tornare a respirare. Ci avevano detto che tutto sarebbe durato 45 minuti, poi hanno impiegato 2 ore. Dopo quattro ore è stata dimessa e siamo tornati in albergo. Abbiamo pranzato e cenato nella stessa struttura per due giorni. Abbiamo scherzato e gioito perché finalmente aveva realizzato il suo sogno. Tornare a respirare bene”.

“Abbiamo preso le valigie e stavamo andando a fare il check out. – racconta ancora il compagno di Stefania Camela – Io camminavo davanti e lei mi seguiva. Mi ha chiamato. ‘Amore hai dimenticato le ciabatte’ ed è crollata sul corridoio. L’ho rianimata, le ho fatto la respirazione bocca a bocca. Si è ripresa per un attimo, poi sono arrivate le ambulanze. In pochi minuti tre equipaggi, che hanno continuato le manovre rianimatorie, tenendola altri 20 minuti a terra sul corridoio”.

“In ospedale hanno continuato a fare manovre di rianimazione, hanno provato a irrorare il sangue direttamente al cuore, le hanno fatto alcuni interventi e dopo circa un’ora e 40 hanno scoperto che aveva dei trombi: si trattava di un’embolia. Non c’è stato nulla da fare. Lei aveva scelto questa clinica perché non voleva essere intubata, aveva paura dell’anestesia. Invece mi ha detto che sentiva un bruciore alla gola. Abbiamo fatto un esposto ai carabinieri di Milano e abbiamo nominato come legale di fiducia Dario Sibillo, mio fratello. All’autopsia sarà presente anche il nostro medico legale. Vogliamo capire fino in fondo che cosa è successo. Mi hanno portato via Stefania, la mia vita. Questo è difficile da sopportare”, conclude.
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Ultimo Aggiornamento: 04/12/2023 10:46