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Fabiana morta dopo un malore a 23 anni, non c’era medico sull’ambulanza: aperta inchiesta

Pubblicato: 29/12/2023 16:16

La Procura di Caltanissetta ha aperto una inchiesta e ha disposto il sequestro della salma di Fabiana Alessi, una ragazza di 23 anni morta il 26 dicembre all’ospedale di Mazzarino, nella provincia di Caltanissetta.

Fabiana ha avuto un malore in casa, è arrivata l’ambulanza ma a bordo non c’era nessun medico a prestarle soccorso. Per il caso, due medici sono stati iscritti nel registro degli indagati. Si tratta di un medico del pronto soccorso e la dottoressa della guardia medica che erano in turno quando Fabiana è morta. 

A presentare la denuncia è stata la famiglia della giovane donna, mamma di un bimbo di 3 anni. I familiari della giovane, assistiti dall’avvocato Fabrizio Marotta, hanno presentato un esposto perché, a loro dire, ci sarebbero state delle negligenze nel prestare soccorso alla 23enne.
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Ma il medico non ci sta: “Non mi potevo allontanare”

Fabiana era a casa quando improvvisamente, nel pomeriggio di martedì, si è accasciata a terra. Il marito, Simone Barresi, ha subito chiamato il 118 mentre tentava di soccorrere la donna che non riusciva a respirare.
La giovane coppia abita a pochissima distanza dall’ospedale, ma a quanto pare sarebbe stata inviata un’ambulanza non medicalizzata. La donna è morta in ospedale.

Intanto Vincenzo Marino, medico che quel pomeriggio stava svolgendo servizio al pronto soccorso di Mazzarino, ha denunciato ai carabinieri minacce di morte che avrebbe ricevuto dai familiari della giovane.

Marino, che è anche sindaco del paese, era l’unico medico di guardia e quando è stato chiamato per aiutare la giovane mamma ha riferito appunto che non poteva allontanarsi perché sarebbe incorso nel reato di interruzione di pubblico servizio.

La procura di Gela ha aperto un fascicolo

Ora la Procura di Gela ha aperto un fascicolo modello 21, per omicidio colposo e colpa medica professionale. Allo stato ci sono due indagati che hanno ricevuto una informazione di garanzia, come atto dovuto a seguito della autopsia al fine di accertare le cause della morte della giovane, spiega il Procuratore capo di gela Lucia Musti. 

“Non c’è stato alcun sequestro della salma – ha aggiunto Musti – ma una messa disposizione della salma all’autorità giudiziaria al fine di accertare le cause della morte”. E spiega: “Abbiamo anche conferito delega al Nas dei Carabinieri di Ragusa, che è competente per territorio di Gela, al fine di accertare se l’autoambulanza 118 dovesse essere provvista di medico rianimatore e verificare i tempi di intervento, ma anche accertare i turni del Pronto soccorso”.

“Al fine di accertare – dice – se le condizioni di lavoro dell’ospedale di Mazarino siano state conformi per affrontare la criticità che poi ha portato al decesso della giovane donna”.
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Ultimo Aggiornamento: 29/12/2023 16:20