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Neonata muore in ospedale per bronchiolite. L’allarme dei pediatri: “È emergenza”

Pubblicato: 08/01/2024 09:54

Una bambina di due mesi è morta all’ospedale di Desenzano del Garda, in provincia di Brescia. Il primo referto parla di bronchiolite, l’infezione alle vie respiratorie che in queste settimane sta avendo il suo picco in Italia.
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La neonata arrivata in ospedale in condizioni disperate

Secondo quanto si apprende, la bimba, figlia di una coppia di origini romene che vive in provincia di Mantova, era arrivata in ospedale in condizioni disperate ed è morta nel reparto di pediatria. Da giorni, secondo quanto ricostruito, la piccola accusava difficoltà respiratorie che sabato scorso sono peggiorate in un breve lasso di tempo. Sono stati disposti accertamenti per confermare la diagnosi dei medici del reparto.
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In aumento i casi di bronchiolite

Con l’arrivo del freddo in Italia, si è verificato un “aumento esponenziale” dei virus respiratori, in particolare tra i bambini. Alcune regioni italiane stanno già affrontando una crescente pressione sui loro pronto soccorso, con code che si formano e una crescente domanda di assistenza per bronchiolite da virus sincizialesindromi influenzali e polmoniti batteriche. Quattro bambini, il più grande ha poco meno di due anni, sono ricoverati in terapia intensiva neonatale all’ospedale “Moscati” di Avellino dopo essere stati infettati dalla bronchiolite, l’infezione virale che colpisce i più piccoli. Due bambini sono stati trasferiti ad Avellino dal “Santobono” di Napoli, gli altri due ricoverati provengono da centri della provincia irpina. I piccoli sono in assistenza respiratoria. «Sono arrivati in condizioni effettivamente gravi», commenta Sabino Moschella, dirigente medico di neonatologia del “Moscati”.
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Il reparto ha allestito una task force per fronteggiare quella che gli stessi sanitari definiscono “una emergenza” e sollecitano i genitori ad attuare le prevenzioni necessarie per evitare l’infezione: non frequentare ambienti sovraffollati, evitare contatti diretti con bambini più grandi e adulti, aerare gli ambienti e, soprattutto, attuare regolarmente la disinfezione delle mani. Di fronte ai segnali clinici della bronchiolite (respiro veloce, tossina di petto, difficoltà nell’allattamento) – aggiunge Moschella «non bisogna temporeggiare, ma recarsi subito in ospedale». (Continua a leggere dopo la foto)

Boom di ricoveri

Nelle Pediatrie e nei Pronto Soccorso italiani la pressione in questi giorni è alta. L’influenza in maniera maggiore e il virus respiratorio sinciziale, responsabile della bronchiolite, stanno colpendo pesantemente i bambini, specie quelli sotto i 5 anni. Questo il quadro tracciato da Rino Agostiniani, vicepresidente della Società italiana di pediatria (Sip): i reparti di pediatria sono pieni e lo stesso i Pronto Soccorso da Nord a Sud, nei grandi ospedali e in quelli di media entità. Una situazione che “in tante realtà – sottolinea – si è rivelata critica, con dei numeri veramente molto alti di visite alle strutture di Emergenza e attese lunghe”. I dati del rapport RespiVirNet, il Sistema di Sorveglianza Integrata (epidemiologica e virologica) coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) con il sostegno del ministero della Salute, parlano di un aumento casi di sindromi simil-influenzali con 17,2 casi per mille assistiti (15,6 nella settimana precedente), con un numero di casi stimati che tra bambini e adulti supera il milione nell’ultima settimana presa in considerazione.

Aumento dovuto a diversi virus respiratori e non solo quelli dell’influenza, e la cui incidenza è in crescita specie nelle fasce di età pediatriche, mentre è stabile negli adulti e anziani. “Ci sono state le festività, nelle quali ormai abbiamo perso tutti i meccanismi di controllo delle infezioni – sottolinea Agostiniani -. Molte persone si ritrovano insieme in ambienti chiusi e questo facilita una maggior trasmissione dei virus e una situazione nella quale stiamo raggiungendo il culmine epidemico, specie per l’influenza. Per l’organizzazione che abbiamo oggi, molti di questi casi poi finiscono in ospedale”. Pure “il virus sinciziale è in salita, soprattutto nei piccoli sotto i 5 anni, e i anche i ricoveri avvengono proprio in questa fascia di età – precisa il vicepresidente Sip – . Mentre durante il periodo pandemico si era un po’ spostato l’andamento del picco, quest’anno il virus e’ tornato a comportarsi come nel passato, con un inizio verso fine novembre, dicembre, e l’aspettativa è che duri ancora un po’, con numeri alti nel mese di gennaio, andando poi a calare. Però nei bimbi piccoli, la percezione è che i casi di influenza superino comunque quelli di bronchiolite”.

“Per la bronchiolite – aggiunge Agostiniani – i casi difficili sono quelli in bimbi sotto i 6 mesi. Per i più piccoli, molte situazioni complesse vengono osservate in special modo con i secondi nati, cioè con i bambini magari di un mese che hanno un fratellino che va alla scuola materna e che ‘porta’ il virus a casa”. “Il carico di lavoro delle strutture pediatriche è importante in questo periodo”, puntualizza il vicepresidente Sip.

Ultimo Aggiornamento: 08/01/2024 15:47