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L’Italia in Guerra: il contatto con il drone Houti ci ricorda che non abbiamo una vera difesa europea

Pubblicato: 03/03/2024 11:11

Era dai tempi di Nassiriya, forse, che non venivamo attaccati. Un drone degli Houti, il gruppo armato legato all’Iran, che ha aperto un fronte di guerra in un punto nevralgico per l’economia occidentale, lo stretto di Hormuz, si è avvicinato pericolosamente al Cacciatorpediniere Caio Duilio, ed è stato abbattuto.

Caio Dullo, esempio di una tecnologia (per fortuna) ancora in vantaggio

Titoli e prime pagine sui giornali: Italia 1 Houti 0. La tecnologia italiana batte ancora quella iraniana, e meno male, se fosse il contrario sarebbe tragico. Il Caio Duilio fa parte della missione Aspides della UE, per difendere il naviglio europeo messo a rischio in quello strategico, dal punto di vista commerciale, tratto di mare. Il nome del Cacciatorpediniere è evocativo. Caio Duilio non apparteneva all’aristocrazia romana, come Crosetto se ci pensiamo, ma fu il console che sconfisse i cartaginesi nella prima guerra punica. Fu l’inventore dei ponti con il gancio montato sul rostro delle navi, il cosiddetto corvo, che consentiva di agganciare le navi nemiche e l’abbordaggio delle stesse da parte dei legionari che erano a bordo. Questa innovazione diede la superiorità nel Mediterraneo alla flotta romana. Di fatto fu il primo esempio del corpo dei Marines. Gli italiani leggono distratti questi titoli, a parte la trepidazione delle mamme dei marinai imbarcati.

La debolezza della difesa europea

Questa missione di vitale importanza per la difesa dell’economia europea ci fa capire quanto siamo in ritardo nella composizione di una difesa europea. Agiamo come una cooperativa consortile, il comando della missione è della Grecia. Perché sono una potenza militare? No perché politicamente ci spargiamo questi comandi come fossero sottogoverni. Facendo così forse, dico forse, possiamo avere ragione degli Houti, ma quando ci attaccherà Putin? Forse dovremmo mandare Crosetto in Europa come Commissario alla Difesa, è grande e grosso, e finora non si fa intimidire. Almeno non da un Vannacci.