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Gino Cecchetin e quel tatuaggio mai confessato a Giulia: una rosa per la moglie morta di tumore

Pubblicato: 08/03/2024 07:33
gino cecchetin tatuaggio

Una ricorrenza difficile, per Gino Cecchetin. La prima Festa della Donna da trascorrere senza sua figlia Giulia, uccisa l’11 novembre dall’ex fidanzato Filippo Turetta che non accettava la fine della loro relazione. Intervistato da Conchita Sannino sulle pagine di Repubblica, l’uomo ha raccontato di essere ancora tormentato da tanti interrogativi, uno su tutti: la tragedia si poteva evitare? “Continuamente, te lo chiedi. Ma a me stesso, prima: cosa potevo fare. E dopo allo Stato, alla sicurezza. Io potevo parlare di più con lei. Scavare, magari non dare tanta libertà a una ragazza che pure era responsabile, coscienziosa come lei”. Il timore di Gino Cecchettin è che la figlia “si sia limitata nelle sue conversazioni, perché non voleva farmi preoccupare. Perciò dico ai genitori, quando me lo chiedono: non dobbiamo aver paura di violare anche la loro privacy, non dobbiamo fare gli amici o pensare che tutto andrà necessariamente come loro pensano che vada. Dobbiamo perdere tempo, con loro”.

Poco prima della morte della figlia Giulia, Gino si era fatto un tatuaggio per ricordare un’altra persona cara drammaticamente scomparsa, la moglie Monica venuta a mancare a causa di un tumore. Un disegno mai rivelato a Giulia: “Forse ho avuto anche pudore, a confessarlo a Giulia, quel tatuaggio. Sì, sulla spalla ho una rosa col nome di mia moglie, un gesto che ho fatto d’impulso, alla fine dell’estate scorsa: così mi portavo Monica sempre con me, ed era anche il segno di una ripartenza inattesa, gioiosa. Perché Giulia si stava per laureare e noi avevamo ricomposto un’armonia…”.

Il papà di Giulia ha da poco presentato il libro “Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia” (Rizzoli), raccontando di aver provato a scrivere “la grave lezione che ho appreso tra le altre. Spero di riuscire a vivere diversamente, e che sia utile. L’amore di Giulia mi ha aiutato a scriverlo: non è un santino retorico, lei davvero voleva bene a ogni essere vivente, dialogava con tutti. Ha aiutato compagne a scuola , neanche sapevo quanto. Ha donato molto il suo tempo, ecco”. Turetta, nel testo, non viene mai nominato. Gino ne parla solo indirettamente: “È difficile perdonare quando ti viene stroncata la possibilità che hai di vivere una vita felice. Poi, forse, un giorno. Ma ora mi concentro sulla parte della luce”.

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Ultimo Aggiornamento: 08/03/2024 07:35