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Influenza B, picco di contagi tra marzo e aprile. Gli esperti: “Colpisce soprattutto i bambini”

Pubblicato: 09/03/2024 08:21

In queste ultime settimane, sono in aumento i casi di influenza dovuti al virus di tipo B, leggermente differente dalla classica influenza stagionale: “Questa sindrome influenzale colpisce soprattutto i bambini ed il picco è atteso tra marzo e aprile“. Questo l’avvertimento di Anannamaria Staiano, presidente della Società italiana di pediatria (Sip). “Dopo l’influenza A, attendiamo ora un nuovo picco di casi nell’arco dei prossimi due mesi dovuto al virus influenzale di tipo B”.

Si tratta – spiega la presidente dei pediatri – di un virus influenzale molto simile a quello di tipo A che conosciamo, dunque non c’è alcun allarme. La contagiosità di tale virus è minore rispetto al tipo A, dunque non ci attendiamo i milioni di casi già registrati col virus A che ha fatto segnare il picco tra dicembre e gennaio.
Attualmente però i casi di influenza sono principalmente dovuti proprio al virus di tipo B”. Ma cos’ha di differente rispetto all’influenza stagionale?
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Influenza B

L’infezione da parte di un virus influenzale di tipo B si manifesta con i classici sintomi: febbre, a volte alta, mal di gola, tosse, naso che cola e starnuti, stanchezza, dolori articolari e muscolari. In alcuni casi possono comparire dolore addominale e disturbi gastro-intestinali. Anche se i casi di influenza da virus B sono meno frequenti, la patologia non è più leggera rispetto a quella provocata da virus di tipo A. Non va sottovalutata e, nei casi più gravi, può arrivare a richiedere un ricovero per complicanze. L’infezione può causare polmoniti, bronchiti, serie difficoltà respiratorie, infiammazioni del tessuto muscolare, miocarditi e sepsi.

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“No agli antibiotici”

Trattandosi di un’infezione virale, anche l’influenza di tipo B non si cura con gli antibiotici, ma i sintomi possono essere trattati con farmaci da banco come antipiretici e antinfiammatori.

In genere la sintomatologia si attenua e scompare nell’arco di 7-10 giorni. Soprattutto in caso di febbre alta, di bambini piccoli e di persone fragili, è comunque doveroso rivolgersi al proprio pediatra o medico di famiglia che potrà indirizzare verso la terapia più opportuna.

A letto 12 milioni di italiani

Allo stato attuale i bollettini della sorveglianza RespiVirNet, curata dall’Istituto superiore di sanità sfiorano ormai i 12 milioni i casi di influenza e virus ‘cugini’ registrati in Italia, con quasi 400mila nuovi contagi in 7 giorni. “Nell’ottava settimana del 2024”, dal 19 al 25 febbraio, “i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione, sono circa 394.000, per un totale di circa 11.851.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza.
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