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Ragazzo di 19 anni sfregiato al volto da una gang a Milano: “80 punti di sutura, ho ancora paura”

Pubblicato: 25/03/2024 18:40

Avere giustizia dopo tanto dolore: è quello che chiedono Danylo, il 19enne ucraino sfregiato l’estate scorsa alla stazione Garibaldi a Milano, e la madre Raisa. La Squadra Mobile ha arrestato 11 persone di origine egiziana, tra i 19 e 36 anni. Sono accusate di avere ferito gravemente il ragazzo lo scorso 6 agosto dopo un tentativo di rapina. L’azione era iniziata prima sul treno, poi proseguita all’arrivo. Furono necessari 80 punti di sutura al volto del giovane, che non riesce ancora a parlare di quanto accaduto. 

Ho ancora paura, erano in tanti e alcuni di loro, prima degli arresti, ho continuato a vederli lì nella zona della stazione di Porta Garibaldi, dove tutto è successo” ha confidato il giovane ancora molto scosso dall’accaduto.
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La terribile violenza subita

Il giovane stava rientrando nel capoluogo meneghino dopo una gita a Lecco. Con lui c’erano anche alcuni amici. Il suo gruppo è stato preso di mira dalla gang già quando si trovavano nei vagoni.Una volta scesi, se li sono trovati di fronte al piazzale. Il gruppo avrebbe iniziato a picchiare quello del 19enne.

Qualcuno poi avrebbe preso un pezzo di vetro – presumibilmente un coccio di bottiglia – e avrebbe colpito Danylo. Per quel taglio sono serviti ben ottanta punti di sutura. Il giorno in cui sono avvenuti gli arresti, c’erano tre persone – destinatarie della misura cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari – che non erano stati ancora individuati. Altre persone, che erano presenti quel giorno, sono a piede libero perché non sono stati riscontrati indizi sufficienti per indagarli.

Le parole di Danylo

L’adolescente ha voluto ringraziare sia le forze dell’ordine che l’associazione che ha permesso che la sua storia venisse conosciuta: “Grazie alla polizia e a tutti coloro i quali si sono occupati del mio caso”. Il giovane, infatti, è stato aiutato da Sos. Italia Libera. “Mio figlio ora sta meglio e presto riprenderà a lavorare, penso che le cose andranno sempre meglio”, ha detto la madre del giovane che è scappato dall’Ucraina.

“Nei primi mesi era in stato di forte choc, non poteva nemmeno uscire perché perfino il sole faceva male alla sua pelle. Ora lo vedo più calmo. Spero che non succeda mai più una cosa del genere. So che non è l’unico caso, ce ne sono altri ma le vittime spesso sono stranieri che non hanno i documenti e quindi non denunciano”, ha infine aggiunto.
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