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Ciccio e Tore, chiesta la riapertura del caso: “Accanto ai loro corpi una boccetta di ansiolitico”

Pubblicato: 01/04/2024 10:27

Una nuova istanza per riaprire l’indagine sulla morte di Francesco e Salvatore Pappalardi, ‘Ciccio’ e ‘Tore’, i fratellini di Gravina in Puglia (Bari) di 13 e 11 anni scomparsi il 5 giugno 2006 e trovati in una cisterna della ‘casa delle cento stanze’ nel febbraio 2008 è stata presentata oggi alla Procura di Bari dal legale della madre, Rosa Carlucci, e della sorella Filomena.

A presentarla in Procura a Bari Rosa Carlucci, che in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno dice: “Mi auguro che questa volta il procuratore Roberto Rossi, dopo le nostre esistenza, faccia luce sul caso: i colpevoli ci sono ed è giusto che su Ciccio e Tore venga fatta giustizia. Siamo fiduciosi”.
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L’ipotesi choc

L’ipotesi per la quale viene chiesta la riapertura del caso è l’omicidio, perché – a quanto viene viene riferito – “altri reati sarebbero frattanto prescritti”. “Riteniamo che due bambini in tenera età – commenta l’avvocato Giovanni Ladisi, che assiste madre e sorella di Ciccio e Tore non possano essersi recati spontaneamente in un casolare sperduto poco prima di mezzanotte. Furono indotti o costretti a recarsi lì. Noi non puntiamo il dito contro nessuno, e con questa istanza offriamo degli spunti perché pensiamo che le indagini vadano riaperte”.

“Sulla base dei nostri accertamenti riteniamo che fossero in quel rudere tra le 23.30 e mezzanotte, e non alle 20 come sostenuto nelle indagini di allora.- afferma Rosa Carlucci -Ma non sarebbero mai rimasti in giro fino a tardi, e soprattutto non lo avrebbero fatto da soli. Poi c’è quella boccetta di tranquillante trovata accanto ai loro corpi, ignorata negli anni passati ma riconducibile a contesti vicini alla loro quotidianità. Furono costretti ad andare lì da qualcuno che li vide cadere e non chiamò i soccorsi, ne siamo convinti”.

“Noi non puntiamo il dito contro nessuno, e con questa istanza offriamo degli spunti perché pensiamo che le indagini vadano riaperte”, spiega l’avvocato Ladisi. Sono tre, secondo il legale, i punti ancora da chiarire su questa vicenda. Oltre all’orario della caduta nella cisterna dalla mamma dei bambini e al giallo della boccetta di ansiolitico trovata accanto ai cadaveri, ci sono dichiarazioni raccolte da parte di diverse persone, sentite sia nel processo penale, poi archiviato, e nel civile. Parole che sembrano far emergere alcune contraddizioni.

Dopo la scomparsa dei fratellini, il 27 novembre 2007, fu arrestato il loro papà Filippo Pappalardi per duplice omicidio e occultamento di cadavere. Si trattò però di un grave infortunio investigativo: l’uomo fu scarcerato dopo 5 mesi e la sua posizione fu archiviata. In passato sono state già avviate nuove indagini sulla vicenda, ma si sono concluse con l’archiviazione confermata dalla Cassazione. Per l’ingiusta detenzione e i danni morali subiti, l’uomo è stato risarcito con 65mila euro. “In casa ho ancora delle foto di Ciccio e Tore, sono in bella vista nel salotto. Quando le vedo sembra mi sorridano, come se volessero ringraziarmi per quello che stiamo facendo” dice infine Rosa Carlucci.
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