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Stock! Sinner shock, il campione italiano che vince con l’ipnosi

Pubblicato: 02/04/2024 13:53

Sinner lo può riconoscere anche un cieco, non slovacco come Lendl, ma un ipovedente. Il suono è uno stock! Perfetto, sempre uguale. Il rumore dei suoi colpi è perfettamente somigliante al suono delle palline click clack anni ’70, simmetrico, quasi ipnotico. Ed infatti la sua forza non risiede tanto nella perfetta tecnica dei colpi di un tennis moderno, elastico, velocissimo, ma nelle capacità ipnotiche del campione.
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Sinner ipnotizza Dimitrov e non sbaglia un colpo

Si è visto benissimo a Miami contro un ottimo Dimitrov, forte sul piano dei colpi, bello a vedersi, come le sue innumerevoli bellissime fidanzate, ma stregato dalla capacità di Sinner di prendergli ogni colpo. In uno scambio decisivo per le sorti psicologiche della partita Grigor avanza a rete, sbattendo la palla violentemente agli angoli, smeshando con massima potenza. Ma Sinner le prendeva tutte, senza lasciare quasi il centro del campo, allungando il braccio elastico in traiettorie impossibili, come il numero 1 dei Fantastici4, e demolendo la psiche del Bulgaro con un passante lungo linea di rovescio che sovvertiva Galileo e Newton. Game over, nonostante non fosse il match point. La forza di Sinner è proprio questa, togliere all’avversario l’ipotesi di poterlo battere nel cervello. È lì che nel tennis si svolge la partita, nei mantra silenziosi dei neuroni che preparano i colpi, le angolazioni, gli slice e l’avvicinamento a rete cercando di spostare l’avversario a fondo campo, la conquista dello spazio di azione per liberare il colpo di grazia, come un torero nella corrida. Questa è la grande forza di Sinner, nonostante gli sforzi immani degli avversari, li stanca fisicamente e soprattutto psicologicamente, rendendoli tutti “tori da matar”.

Nessuno è perfetto, ma il giovane Sinner ci si avvicina: ha il ghiaccio delle Alpi nelle vene, rallenta il suo battito a pulsazioni che controlla con movimenti impossibili agli altri, le sue risposte agli attacchi avversari sterilizzano l’idea di batterlo nelle altrui menti. La battaglia si vince, e si perde nella testa, e lì che vince Sinner, uno scacchista dei neuroni, un Kasparov de noantri. Certo è altoatesino, bilingue, ma anche i siciliani o i sardi lo sono. È la biodiversità italiana, che gli altri non si aspettano, il nostro punto di forza. Sinner per chiunque, anche per il numero 1, il serbo che sembrava imbattibile, irraggiungibile, mentre fuori dal campo è un gentile ed educato ragazzo poco più che ventenne, appena entra nell’arena tennistica è uno shock. Stock-Shock!

Ultimo Aggiornamento: 08/04/2024 14:21