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Penny richiama cacao per presenza di micotossine oltre i limiti: l’avviso del Ministero della salute

Pubblicato: 04/04/2024 15:30

Il Ministero della Salute ha reso noto il richiamo di un lotto dai supermercati di una confezione di cacao in polvere a causa di un rischio chimico. Il rischio chimico si segnala ogni qual volta, in seguito a determinate analisi, viene accertata o, comunque, sospetta la presenza di sostanze di natura chimica non segnalate sull’etichetta. Si parla di rischio chimico, inoltre, anche nel caso in cui una sostanza di natura chimica sia presente in una quantità più alta, rispetto a quella prevista dalla legge.

La catena di supermercati Penny Market ha annunciato il richiamo immediato dagli scaffali dei propri punti vendita di un lotto di cacao in polvere per un possibile rischio chimico per i consumatori. L’avviso riguarda un lotto di cacao in polvere commercializzato e venduto a marchio Penny in confezioni di cartone da 250 grammi.
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Il numero del lotto interessato

Come spiega l’avviso, il richiamo è stato disposto per la possibile presenza della micotossina Ocratossina A in quantità superiori ai limiti di legge previsti dai regolamenti Ue. Il lotto interessato dal ritiro è quello con numero L 311211WO e termine minimo di conservazione fissato al maggio 2025. Il cacao in polvere richiamato da Penny è prodotto dall’azienda Maspex Food nel proprio stabilimento di Wadowice, in Polonia, per conto di Penny market Srl e venduto col marchio della catena di supermercati.

L’avviso ricorda che il richiamo del cacao riguarda l’intero territorio nazionale. I consumatori che avessero già acquistato il prodotto con lotto e scadenza indicati sono pregati di non consumarlo e di restituirlo al punto vendita.

L’Ocratossina A è una micotossina prodotta naturalmente da alcune muffe e si ritrova principalmente nei cereali, nel caffè e nella frutta secca ma in quantità elevate è pericolosa, per questo la sua presenza in cibi e mangimi è rigidamente regolamentata dalle leggi. Dall’ultima valutazione dell’autorità europea per la sicurezza alimentare, Efsa, sono emersi nuovi dati che indicano che può essere genotossica poiché danneggia direttamente il Dna. Gli esperti hanno confermato che in particolare può essere cancerogena per il rene.
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