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Omicidio Mollicone, carabiniere parla in aula: “Serena dava fastidio, non volevano indagare”

Pubblicato: 10/04/2024 17:00
Serena Mollicone, brutalmente uccisa a 18 anni nel 2001

“Sembrava che l’omicidio di Serena Mollicone desse fastidio. Santino Tuzi (morto suicida nell’aprile del 2008 ndr) e Francesco Suprano (imputato e accusato di favoreggiamento) non erano interessati alle indagini su Serena: era come se non volessero farle. Inoltre mi ero accorto che loro non volevano parlare della ragazza, mi dicevano: ‘sei solo tu che parli di questa cosa’”.

Lo ha raccontato l’appuntato Ernesto Venticinque, davanti alla prima Corte d’Assise d’Appello di Roma, nell’udienza di ieri del processo per l’omicidio di Serena Mollicone, la giovane di Arce uccisa nel 2001. Venticinque, insieme al maresciallo Gaetano Evangelista, diventato comandante della caserma di Arce nel 2004, contribuirono nel 2016 a far riaprire le indagini sul delitto.

È proprio grazie a Venticinque e al maresciallo Gaetano Evangelista, diventato comandante della caserma di Arce nel 2004, che sono state riaperte le indagini sul caso nel 2017. E oggi, per il processo sull’omicidio di Serena Mollicone, all’epoca dei fatti, nel 2001, diciottenne, risultano imputati il maresciallo Franco Mottola, ex comandante della caserma di Arce, il figlio Marco, la moglie Annamaria e i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale. In primo grado, nel processo che si è tenuto nel tribunale di Cassino, sono stati tutti assolti.
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Le nuove indagini

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“Per prima cosa abbiamo iniziato a sentire i coetanei di Mollicone: cercavo di acquisire più informazioni possibili, il maresciallo scriveva tutto – ha ripercorso Venticinque – Poi mi ha chiamato la dottoressa Perna: Tu acquisisci A e mi arriva Z, da oggi riferisci direttamente a me. E così ho fatto”.

Un ulteriore passo avanti è scattato dopo l’assoluzione di Carmine Belli, quando il papà di Serena Mollicone, Guglielmo, è tornato a parlare del caso in televisione. “Parlava di poteri forti e dello spaccio di droga. È da lì che abbiamo capito che avremmo dovuto riaprire le indagini”, ha spiegato ancora. “Abbiamo cominciato dalla droga e dal Cuore Matto, le amicizie di Serena, più andavamo avanti, più uscivano nuovi elementi. Fino ad arrivare dal dettaglio della porta della caserma”. Nel corso del racconto, ha ricordato anche le rivelazioni di Rosa Mirarchi: gli aveva raccontato di aver ripulito un alloggio della caserma con l’acido.
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Ultimo Aggiornamento: 10/04/2024 17:34