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Dopo Amadeus, anche Ranucci e Sciarelli pronti a lasciare la Rai: la clamorosa indiscrezione fa infuriare l’Usigrai

Pubblicato: 16/04/2024 20:08

Neanche il tempo di digerire il clamoroso addio di Amadeus, annunciato tramite un comunicato ufficiale dal diretto interessato, che la Rai si trova a fare i conti con un altro, durissimo colpo. Forse addirittura due. Stando a quanto anticipato in queste ore da La Stampa, infatti, altri big sarebbe sul punto di mollare la tv pubblica per migrare altrove, portando via lo share in dote. Per il quotidiano, infatti, anche Sigfrido Ranucci di Report e Federica Sciarelli, volto storico di Chi l’ha Visto?, sarebbe sul punto di seguire Amadeus e lasciare viale Mazzini. Addirittura, ci sarebbe un terzo nome in bilico: quello di Francesca Fagnani, alla guida della trasmissione Belve.

Soltanto indiscrezioni? Qualcosa di vero potrebbe esserci davvero, considerando che l’Usigrai, l’organizzazione sindacale dei giornalisti dell’azienda, ha deciso di pubblicare una nota ufficiale in merito a queste voci: “Indiscrezioni di stampa danno per imminente l’addio alla Rai anche di altri due volti importanti dell’azienda, Sigfrido Ranucci e Federica Sciarelli. Due professionisti che per Usigrai sarebbero una perdita ancor più dolorosa perché si tratta di giornalisti interni da sempre impegnati nella ricerca della verità attraverso inchieste che hanno fatto la storia dell’azienda”.

Dopo Amadeus, anche Ranucci e Sciarelli pronti a lasciare la Rai

“Peraltro, è notizia di questi giorni – ha aggiunto il sindacato – la decisione della Rai di cancellare le repliche di Report dal palinsesto estivo. Si rinuncia a un prodotto di qualità a costo zero pur di rimuovere Ranucci dal servizio pubblico. Ci chiediamo se il mandato di questo vertice – che il governo si appresta a riconfermare, almeno in parte – sia quello di distruggere la Rai”.

Lo stesso Ranucci, con un post su Facebook, non ha smentito la notizia di un eventuale passaggio a un’altra rete. La trasmissione Report “andrà ancora in onda. Almeno fino a giugno” ha scritto il conduttore tv sui social. Per Usigrai in Rai “si fanno investimenti fallimentari, si chiedono sacrifici ai dipendenti, si taglia il budget delle redazioni con ripercussioni inevitabili sulla qualità del prodotto e al contempo si perdono pezzi importanti dell’identità Rai, con gravi danni per gli ascolti e il bilancio”. Si tratta, quindi, “di una situazione inaccettabile sia per il tradimento della missione della Rai servizio pubblico, sia dal punto di vista sindacale per la progressiva riduzione del perimetro occupazionale che le scelte del vertice comportano”.

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