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Strage di Erba: è il giorno della difesa: “Ecco le prove che scagionano Olindo e Rosa Bazzi”

Pubblicato: 16/04/2024 09:37

Anche oggi, come avvenuto il 1° marzo scorso, una folla di curiosi si è radunata fuori il tribunale di Brescia in occasione della nuova udienza a carico di Olindo Romano e Rosa Bazzi: nell’aula della Corte d’appello si discutono le istanze di di revisione della sentenza che ha condannato all’ergastolo la coppia per la strage di Erba, avvenuto l’11 dicembre del 2010.
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Un’udienza complessa

Mentre la difesa annuncia “nuove prove in grado di scagionare i due coniugi”, l’udienza si annuncia complessa. Giuseppe e Pietro Castagna, fratelli e familiari di tre delle quattro vittime della strage, hanno deciso di non partecipare. «Per loro essere qui sarebbe motivo di dolore. La verità è già scritta e speriamo che presto sia confermata e che non si debba più parlare di questa strage, ma si ricordino le vittime», ha spiegato prima di entrare in aula l’avvocato Massimo Campa, che tutela gli interessi dei fratelli Castagna.

La difesa: “Nuove prove dell’innocenza di Olindo e Rosa”

Gli avvocati di Olindo Romano e Rosa Bazzi, come anticipato, illustreranno quelle che definiscono “nuove prove”. Si tratterebbe di elementi che, secondo la difesa, potrebbero portare al proscioglimento dei coniugi che, nei giorni successivi, all’eccidio in cui furono uccise quattro persone (tra cui un bambino di due anni) confessarono di essere i responsabili. (Continua a leggere dopo la foto)

Confessioni che per la difesa furono indotte in quanto Romano e Bazzi, vicino di casa delle vittime, non erano in condizioni mentali da sostenere un interrogatorio come stabilito dai consulenti della difesa negli elaborati allegati all’istanza di revisione. I legali vorrebbero anche sentire un tunisino il quale ipotizza che il massacro sia accaduto nell’ambito di un regolamento di conti nello spaccio di droga. Sulla stessa linea la richiesta di revisione presentata dal sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser «in modo irrituale e senza averne titolo» come sostenuto dal pg di Brescia Guido Rispoli e dall’avvocato dello Stato Domenico Chiaro secondo i quali, invece, a carico della coppia esiste «una cascata di prove».

L’accusa. “Istanze insammissibili”

L’accusa, nel frattempo, ha chiesto che siano dichiarate inammissibili tutte le istanze, compresa quella del tutore di Olindo e Rosa, l’avvocato Diego Soddu. In aula, la scorsa udienza, oltre ai coniugi, che hanno chiesto di non essere ripresi, c’era anche Azouz Marzouk, marito di Raffaella Castagna e padre del piccolo Youssef, uccisi nella strage. L’uomo sostiene che i coniugi Romano siano innocenti e che si debba indagare altrove. Per le modalità con cui furono uccise le vittime, a colpi di spranga e a coltellate, il tunisino aveva parlato di “killer “, di “gente che sa uccidere”.

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