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Scandalo Nestlé, ecco cosa vende nei Paesi più poveri. La denuncia: “Bambini a rischio”

Pubblicato: 18/04/2024 20:27

Come tutti gli esseri umani, i bambini sono tutti uguali. Ma non per la Nestlé. La più grande azienda al mondo nel settore alimentare, proprietaria di decine di marchi, e dunque produttrice di alimenti che assumiamo praticamente tutti, è al centro di un enorme scalpore suscitato in queste ore da una notizia sconcertante, che quantomeno mina la reputazione della mega-corporation svizzera. Avrebbe aggiunto zucchero in abbondanza negli alimenti per bambini venduti nei Paesi in via di sviluppo, per renderli dipendenti. Molto più zucchero che non nei medesimi alimenti o nelle bevande distribuite invece in Europa e nella stessa Svizzera, che anzi, in alcuni casi, di zucchero non ne contengono affatto. Si noterà la grave portata di una simile pratica, che peraltro risulta assolutamente vietata dalle linee guida internazionali volte a prevenire obesità e malattie croniche. Una vicenda emblematica del capitalismo svincolato da qualsiasi dettame etico, dunque divenuto predatorio e criminale. (Continua a leggere dopo la foto)

Cosa è stato scoperto

Nei Paesi più poveri, dunque, zucchero e miele erano aggiunti in quantità esagerata al latte e ai cereali, in accordo con la denuncia contenuta nel rapporto curato da Public Eye, un’organizzazione di giornalismo investigativo svizzera, e dall’International Baby Food Action Network (Ibfan). Il Rapporto reca l’eloquente titolo: “Come la Nestlé fa sì che i bambini dei Paesi poveri siano dipendenti dallo zucchero”. Il britannico The Guardian ha rilanciato l’esito della ricerca, che sta facendo il giro del mondo. Sicché sono stati esaminati circa 150 prodotti commercializzati dalla nota multinazionale, appunto nei Paesi più poveri. Si è visto così che, quasi tutti i cereali per bambini Cerelac contengono zuccheri aggiunti, con una media di quasi 4 grammi per porzione, ed è tantissimo, e che la maggior parte del latte in polvere Nido, per bambini da 1 a 3 anni, contiene anch’esso zuccheri aggiunti, in media quasi 2 grammi per porzione. Invece, emerge dallo studio che “In Svizzera e nei principali mercati europei di Nestlé tali prodotti vengono venduti senza zuccheri aggiunti”. Per quanto riguarda i già menzionati cereali per bambini Cerelac , il rapporto fa risalire il 40% delle proprie vendite complessive, con un valore di oltre 1,2 miliardi di dollari, in Brasile e in India. Un altro esempio sono i cereali gusto biscotto venduti in Senegal e Sud Africa, che contengono 6 grammi di zucchero aggiunto per ogni porzione. (Continua a leggere dopo la foto)

I rischi per la salute

La presenza di zucchero aggiunto nei prodotti per l’infanzia è particolarmente pericolosa, poiché può influenzare le preferenze alimentari dei bambini per tutta la vita, ovvero li rende dipendenti, e inoltre va da sé che aumenti considerevolmente il rischio di obesità e altre malattie croniche. In Africa, per esempio, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il numero di bambini in sovrappeso è cresciuto del 23% dal 2000. “Nestlé deve porre fine a questi doppi standard pericolosi, in ogni parte del mondo”, ha dichiarato Laurent Gaberell, esperta di nutrizioni e agricoltura della Public Eye.

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Ultimo Aggiornamento: 18/04/2024 20:30