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Scivola in un canalone in montagna: Monica muore così sotto lo sguardo degli amici

Pubblicato: 21/04/2024 11:21

Si chiama Monica Reginato, 54 anni, la scialpinista che è morta ieri dopo essere precipitata per centinaia di metri nel Canalone Comici al Sorapiss. La 54enne, assieme ad altre 4 persone, stava risalendo la parte alta del canale con gli sci sulle spalle, quando ad un certo punto è scivolata, fermandosi alla base del canale. Verso le 15.30 la centrale del 118 è stata allertata dai compagni. Giunto sul posto, l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha sbarcato con un verricello di 20 metri tecnico di elisoccorso e medico, che ha solamente potuto constatare il decesso della sciatrice. Sotto choc gli amici che erano con lei.

Ottenuto dalla magistratura il nulla osta per la rimozione, la salma è stata recuperata e trasportata alla piazzola di Cortina. 
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Chi era Monica Reginato

Reginato era una grande appassionata di montagna. Lavorava nel conosciuto negozio di famiglia “Pelletterie Reginato”, in piazza Giorgione. Ma la montagna era il suo grande amore come testimoniano le tantissime foto delle sue escursioni pubblicate sui social . Faceva parte della scuola di alpinismo del Cai “Le Torri” da 20 anni dove teneva lezioni agli allievi e ai giovani iscritti con il suo solito, inarrestabile entusiasmo. Proprio per il ruolo di responsabilità che ricopriva faceva aggiornamenti periodici sulle pratiche di autosoccorso sia in caso di valanga che su roccia. 

Coordinatrice di Avventure nel Mondo, ha viaggiato tantissimo: famose le sue escursioni in trekking sulle Ande, decine di chilometri macinati col desiderio di scoprire, esplorare e, in sostanza, vivere. Lo scialpinismo nel sangue, Monica negli ultimi tempi aveva dedicato molto tempo a questo genere di attività. Il 24 era stata a un passo dalla vetta del Coglians, in Carnia. Il 25 sul monte Guslon, la vedetta dell’Alpago. “Domenica in Carnia. Per poco, pochissimo, non raggiungiamo la vetta del Coglians – aveva scritton sui suoi social – Una perturbazione ci ha obbligati a desistere. Poco male. La neve nella parte alta era pessima. Tornerò a sciare su questi pendii a neve trasformata. Meritano assai. Tempo carnico top”. Poi, nuova escursione, in solitaria lunedì scorso. L’ultima uscita sabato le è stata fatale.
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