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“Macché antifascismo!”. Cacciari interviene sul “caso-Scurati”: ecco cosa ha detto

Pubblicato: 26/04/2024 13:03
Cacciari

C’è una voce fuori dal coro della sinistra, ed è quella del libero pensatore Massimo Cacciari. Mentre il centrosinistra tira per la giacchetta Scurati e il suo “caso”, e non si fa altro che parlare di fascismo in ogni talk della televisione italiana, in cui viene chiesto alla Meloni di dichiararsi antifascista, l’ex sindaco di Venezia sbotta: “Macché antifascismo! Non ha più senso questa parola. Non serve a niente chiedere di dichiararsi antifascisti. È inevitabile che in campagna elettorale si possa cercare ogni mezzo per colpire l’avversario, ma dal punto di vista culturale e storico non serve a nulla”. E poi la sintesi di tutta la questione: “Non esiste alcun pericolo fascista”. Questa parole, forti e chiare, Cacciari le ha dette al Corriere, in una lunga intervista. “Il mondo contemporaneo non presenta blocchi sociali, né interessi di classe che portino a totalitarismi. Non vuol dire che sia una democrazia perfetta, ma non ci sono forme autoritarie, nessun pericolo di totalitarismi fascisti, come sono stati quelli del Novecento. È solo propaganda, fatta quando destra e sinistra non hanno altri argomenti”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega ancora Cacciari: “Chi è veramente fascista oggi è un povero scemo fuori dalla realtà, chi dà senso a quella parola è semplicemente fuori dal mondo. Magari qualcuno c’è, ma sono pochi. E di sicuro non Meloni. Cerca di evitare di fare grandi autocritiche, ma nemmeno la sinistra le fa. Credo che Meloni abbia capito che il fascismo non esiste più, manca di prospettiva, di principio della realtà. L’ha capito lei e quasi tutti i suoi dirigenti. Antifascismo è diventato una parola vuota da quando non è più declinata o incarnata in dei progetti. È come dire che bisogna essere sempre onesti, o che la mamma è buona. Sono concetti generici”. Spiegato meglio di così non si può. Infine, quando gli hanno chiesto cosa avrebbe fatto il 25 aprile, Cacciari ha risposto: “Non lo so, al momento penso niente… Spesso ho tenuto dei discorsi. Sono stato in luoghi simbolici della storia di quegli anni, anche a Marzabotto. Ho parlato di storia, una storia che pesa, che ha ferito, che ha diviso gli italiani e massacrato l’Europa. È un passato che bisogna conoscere”.

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