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Neonato con grave cardiopatia trasferito al Bambino Gesù dall’Inghilterra: operato due volte

Pubblicato: 26/04/2024 15:31

Un neonato di meno di un mese, nato con una “gravissima malformazione cardiaca” è stato trasferito dal Regno Unito a Roma per essere curato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il piccolo, già sottoposto oggi a un doppio intervento, è stato trasportato con un volo C130 dell’Aeronautica Militare attrezzato per le emergenze sanitarie, atterrato ieri pomeriggio a Ciampino. Trasportare il bimbo dal Bristol Royal Hospital for Children a Roma “ha richiesto un’articolata organizzazione”, spiega Palazzo Chigi. Il caso, “complesso e delicato” è stato “tra i primi nel suo genere per pazienti così piccoli e così gravemente malati”.

Una notizia a lieto fine per il piccolo D.M: in Inghilterra avevano consigliato ai genitori di abortire. Ma mamma e papà non hanno mai pensato nemmeno per un secondo di prendere questa decisione. Nel Paese anglosassone era già stata fissata per lui l’udienza davanti alla Family court inglese, il tribunale specializzato nel diritto di famiglia. Poi la svolta grazie all’intervento dell’avvocato Simone Pillon che è riuscito ad avere il via libera al trasferimento nella Penisola. Appena arrivato all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, il bimbo ha subito due interventi chirurgici per la realizzazione del bendaggio dell’aorta e già nei prossimi giorni, come riporta il Corriere della Sera, verrà sottoposto a un’altra operazione.

Il piccolo arrivato al Bambino Gesù “ha circa un mese”, riferisce l’avvocato Simone Pillon a cui si è rivolta la famiglia del bimbo per seguire le pratiche del trasferimento, ed “è nato con una seria cardiopatia congenita che necessita di un percorso chirurgico e terapeutico assai delicato. Il suo papà è italiano di Treviso, ma lavora nel Regno Unito da anni. Ha conosciuto sua moglie, di origini nigeriane, e hanno insieme anche un altro figlio più grande. Il piccolo aveva bisogno di un intervento chirurgico, ma i protocolli locali rischiavano di escluderlo. Allora il padre, cittadino italiano, si è rivolto alle realtà italiane dedite alla cura dei minori e al mio studio legale”

Un percorso che è stato possibile anche grazie alla stretta collaborazione tra il Bristol Royal hospital for children, che non si è sentito però in grado di intervenire a livello chirurgico e terapeutico, e il Bambino Gesù, dove il cardiochirurgo Lorenzo Galletti ha invece dato immediatamente la sua disponibilità.

“Era stata fatta una diagnosi prenatale e per questo i medici inglesi avevano consigliato ai miei assistiti di interrompere la gravidanza – spiega ancora l’avvocato Pillon, lo stesso che lo scorso anno aveva assistito la famiglia di Indi Gregory – ma la coppia è molto cattolica e si è rifiutata di prendere in considerazione l’ipotesi. Sapevano che il bambino avrebbe avuto dei problemi alla nascita ma erano convinti che sarebbe stato comunque curato.

“I protocolli sanitari inglesi prevedono che le cure possano partire dai due chili di peso del neonato – continua Pillon -. Ma una volta arrivati ai due chili, i medici hanno spostato l’asticella dicendo che il bimbo sarebbe dovuto arrivare almeno a due chili e mezzo. E quindi i genitori hanno capito che era tutto un modo per prendere tempo e condurlo al fine vita. Così hanno deciso di intraprendere il percorso di trasferimento in Italia, in una struttura dedita alla cura dei minori”.

“Sia mia moglie che io abbiamo il cuore che trabocca di gioia per quanto sta accadendo”, dichiara il papà del neonato. “Ora speriamo che tutto il percorso medico vada per il meglio – aggiunge il papà – e si possa giungere presto alla guarigione del nostro bambino”.
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