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L’Iraq approva legge contro i gay: rischiano fino a 15 anni di carcere

Pubblicato: 29/04/2024 17:24

Il Parlamento iracheno ha approvato una legge che punisce le relazioni omosessuali con condanne fino a 15 anni di carcere. Le persone transgender possono essere detenute per un periodo compreso tra uno e tre anni. Una precedente bozza aveva proposto la pena capitale per le relazioni omosessuali, in quella che gli attivisti avevano definito una “pericolosa” escalation contro i diritti umani.

I nuovi emendamenti consentono ai tribunali di condannare le persone che hanno relazioni omosessuali a pene comprese tra i 10 e i 15 anni di carcere, in un Paese in cui le persone gay e transessuali devono già affrontare frequenti attacchi e discriminazioni. Il provvedimento prevede inoltre una pena minima di sette anni di carcere per la “promozione” di relazioni omosessuali e una pena da uno a tre anni per gli uomini che si comportano “intenzionalmente” come donne.

Il dipartimento di Stato statunitense ha diffuso un comunicato a proposito della legge, definita una minaccia per “i diritti umani protetti dalla Costituzione e le libertà fondamentali”. Il comunicato dice anche che il provvedimento riduce la capacità dell’Iraq di “diversificare la propria economia e attrarre investimenti stranieri”.

La legge emendata rende reato il “cambiamento di sesso biologico basato su desiderio e inclinazione personale” e punisce le persone transgender e i medici che effettuano interventi chirurgici con una pena fino a tre anni di carcere. Da anni organizzazioni per i diritti umani come Human Rights Watch denunciano gli abusi commessi contro gli omosessuali in Iraq, tra i quali diversi casi di rapimenti, torture, stupri e omicidi. Da tempo i i principali partiti politici iracheni hanno intensificato le critiche ai diritti LGBT, arrivando a bruciare le bandiere arcobaleno durante le proteste.

L’Unione europea si è detta preoccupata per la decisione e ha invitato Baghdad a rispettare i principi del “patto internazionale sui diritti civili e politici, che l’Iraq ha ratificato nel 1971, che stabilisce che le leggi devono proibire qualsiasi discriminazione e garantire a tutte le persone una protezione uguale ed effettiva contro la discriminazione per qualsiasi motivo”. 

L’Ue ha invitato il Paese anche a rispettare gli obblighi internazionali in materia di diritti umani e ad attuare efficacemente l’articolo 14 della Costituzione irachena, che vieta la discriminazione basata sull’origine, la religione, l’appartenenza a minoranze e per altri motivi”
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Ultimo Aggiornamento: 29/04/2024 19:35