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“Tagli al Welfare e alle pensioni”. Unione Europea all’attacco, ecco cosa chiederà al Governo Meloni. E a Giugno…

Pubblicato: 03/05/2024 16:43

Ci siamo vicini. L’Europa, ancora una volta, chiederà al nostro Paese di applicare misure di austerità ai propri conti pubblici. Il 19 Giugno l’Italia (in compagnia di altri 10 Paesi) sarà sottoposta a procedura per il deficit eccessivo. Chi sosteneva che con questa Europa e queste regole non saremmo mai usciti dal tunnel imboccato molti anni fa, evidentemente non si sbagliava. Perché la Commissione Europea chiederà all’Italia un aggiustamento dei conti per una cifra superiore alle previsioni, già non rosee, di Meloni e Giorgetti: 8 miliardi di Euro. Questo è quanto il Governo dovrà recuperare per rimettersi in linea con i diktat europei. La grande domanda è da dove prendere quei soldi, visto che le casse sono vuote e mancano le coperture anche per il rinnovo del taglio al cuneo fiscale e per la riforma del Fisco. Ma dopo il 19 giugno, quando le richieste di Bruxelles diventeranno ufficiali, ci sarà da discutere la cosiddetta “traiettoria pluriennale” di aggiustamento dei conti prevista dal nuovo Patto di stabilità. (continua dopo la foto)

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Ci sono alcuni indicatori che dovrebbero migliorare, a partire dal taglio dei tassi sul costo del denaro che dovrebbe essere applicato dalla Bce proprio a partire da giugno. E ci sono a disposizione i soldi del Pnrr, circa 200 miiardi. Ma allora se tutto va così bene e ci sono i soldi del Pnrr perché invocare politiche di austerity? Forse non avevano torto quelli che sostenevano che il Pnrr fosse una grossa fregatura mascherata da possibilità. Perché metterebbe il Paese nelle mani dell’Europa costringendolo a cedere ulteriori quote di sovranità. E perché il denaro in arrivo non servirebbe per gli interessi del Paese, ma per soddisfare quelli europei. Inoltre, di 191 miliardi che arriveranno, 123 sono erogati in forma di prestiti e andranno restituiti con gli interessi. Quali interessi, non è del tutto chiaro. Sta di fatto che dal 19 Giugno, il Governo si troverà affrontare questa nuova grana della procedura per deficit eccessivo. (continua dopo la foto)

I “piani pluriennali di spesa” dei singoli Paesi dovranno essere presentati a Bruxelles il 20 di Settembre prossimo. Palazzo Chigi per allora dovrà spiegare come intende rispettare gli impegni presi con l’Europa. Come scrive Alessandro Barbera sulla Stampa di Torino, non è tanto la cifra di 8 miliardi, quanto il fatto che l’esecutivo non riesce a trovare “nemmeno i 20 necessari a confermare le misure una tantum che fin qui han dato sostegno ai redditi erosi dall’inflazione: la decontribuzione per i redditi fino a 35mila Euro e l’accorpamento delle prime due aliquote Irpef”. Stavolta non ci potrà essere finanziamento in deficit. “E a quel punto”, spiega ancora Barbera, “la Premier e Giorgetti saranno costretti a scegliere fra due strade: ridurre quel po’ di sollievo concesso alla classe media e tagliare ancora la spesa per Pensioni e Welfare. Oppure chiedere un sacrificio ai lavoratori autonomi, ai quali è stata offerta una generosa flat tax“. Qualunque sarà la scelta, è ancora di tagli che si parla. E di impoverimento degli italiani, che alla fine – come sempre – in un modo o nell’altro, saranno chiamati a pagare il conto.

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