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Terremoto nella polizia svedese: poliziotte corrotte sessualmente da gang di immigrati

Pubblicato: 13/05/2024 16:55

Uno vero e proprio scandalo travolge la polizia svedese dopo la pubblicazione dell’inchiesta giornalistica del quotidiano svedese Dagens Nyheter. Stando a quanto rivelato, una trentina di poliziotti svedesi, perlopiù donne, sono finiti sotto inchiesta ed espulsi dalle forze dell’ordine dopo la scoperta che erano stati corrotti sessualmente da gang di immigrati. Le agenti innamorate hanno fornito ai loro amanti criminali informazioni estremamente sensibili sulle indagini in corso e sui rivali, informazioni che hanno anche portato all’omicidio di almeno quattro persone.
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Il caso di Elin

Un esempio è “Elin”, nome di fantasia, che ha incontrato il suo fidanzato gangster tramite un’app di appuntamenti quando era ancora una cadetta. Ha scelto regolarmente di fornirgli informazioni riservate ottenute attraverso perquisizioni illegali negli ultimi quattro anni fino al suo arresto. Ci sono molti casi simili a quello di Elin, racconta sempre Dagens Nyheter, alcuni riguardano agenti anche più esperti di lei. Un funzionario di polizia ha fatto trapelare informazioni a «uno dei criminali più famosi della Svezia», apparentemente a causa della sua notorietà, mentre un investigatrice della polizia si è innamorata proprio dell’uomo su cui aveva il compito di indagare e gli ha fornito aggiornamenti regolari sui suoi «progressi». Una evoluzione della sindrome di Stoccolma insomma.

Il capo della polizia svedese: “Comportamento inaccettabile”

Il capo della polizia nazionale svedese, Petra Lundh, ha definito il comportamento degli agenti «totalmente inaccettabile», affermando che la polizia e la magistratura sono state «ingenue» nel non prevedere e combattere questi tipi di elaborati metodi di infiltrazione. In pochi giorni lo scandalo è diventato così grande che anche il capo del governo svedese è stato costretto a commentare la notizia. Lunedì scorso il primo ministro Ulf Kristersson ha affermato che il rapporto contiene «informazioni molto preoccupanti», anche se senza un’indagine formale non potrebbe dire se il fenomeno rappresenti o meno una minaccia perla sicurezza nazionale. Il «mero sospetto» da solo è molto dannoso per la sicurezza pubblica e per la fiducia nelle forze di polizia, ha sottolineato.

La Svezia lotta da tempo contro le gang, soprattutto di immigrati mediorientali. Negli ultimi anni il tasso di criminalità, compresi stupri e omicidi, è aumentato vertiginosamente nel paese, portando ad una crescente domanda pubblica di limitare l’immigrazione come pure il diritto di asilo.

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