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Spinelli, spunta l’imprenditrice che diceva no alle mazzette: “È corruzione”

Pubblicato: 19/05/2024 09:32
spinelli toti

Aldo Spinelli l’ingestibile, alla fine, qualcuno era riuscito a gestirlo. Sputa il caso di Ivana Semeraro, la donna e imprenditrice che ha detto no alla corruzione. La vicenda dei presunti finanziamenti illeciti che coinvolge Aldo Spinelli, noto imprenditore e figura di spicco del porto di Genova, continua a far discutere. L’accusa è di aver chiesto a Ivana Semeraro, partner del fondo Icon Infrastructure, di accollarsi un finanziamento di 40mila euro al Comitato Lista Toti, una richiesta che la manager ha rifiutato per motivi di reputazione e conformità alle policy aziendali.
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La Telefonata Incriminata

Il 20 settembre 2021, una conversazione tra Spinelli e Semeraro ha sollevato sospetti. La manager di Icon ha espresso preoccupazione riguardo alla richiesta di Spinelli, temendo che potesse essere interpretata come un atto di corruzione. “Abbiamo un po’ di problemi ad approvare quel pagamento… la donazione, al comitato di Toti,” ha detto Semeraro, sottolineando la policy del fondo che vieta donazioni a partiti politici. Semeraro non ci gira intorno: “è un problema di reputazione, perché comunque nelle regole della nostra policy non possiamo fare donazioni a partiti politici, perché può essere vista come…”. Spinelli cade dal pero: “L’abbiamo sempre fatto, tutti gli anni”, ma lei fa presente che c’è un nuovo sceriffo in città: “Prima di noi”.

Nonostante il rifiuto, Spinelli ha proceduto con il pagamento attraverso quattro delle sue società. In quel periodo, Spinelli stava cercando sostegno per ottenere il rinnovo della concessione del Terminal Rinfuse da parte dell’Autorità Portuale. Icon, che possedeva il 45% delle quote della Spinelli Srl, era in trattativa per vendere le proprie quote a Hapag Lloyd, un colosso mondiale del settore container. L’assegnazione del terminal avrebbe aumentato il valore delle quote, che sono state vendute per 300 milioni di euro un anno dopo.

Roberto Spinelli, che è uscito dal tunnel

Roberto Spinelli, figlio di Aldo, durante un interrogatorio ha rivelato la sua felicità per il rifiuto di Semeraro, poiché comprendeva i rischi legali della richiesta del padre. “Quando Semeraro mi ha detto che non poteva autorizzare il pagamento io ero l’uomo più felice del mondo,” ha dichiarato Roberto, evidenziando il suo tentativo di evitare un coinvolgimento illecito.

La Procura di Genova ha avviato un’indagine su questi finanziamenti, ipotizzando che fossero destinati a ottenere favori per la concessione del terminal e per un progetto urbanistico a Celle Ligure. La rilevanza della questione è aumentata quando è emerso un possibile errore di trascrizione in un verbale, dove “finanziamenti leciti” sarebbe stato erroneamente riportato come “illeciti”. La Procura ha deciso di riascoltare la registrazione audio per chiarire l’equivoco.

Giorgio Carozzi, membro del Comitato Portuale, dopo cinque ore di interrogatorio come testimone, ha negato di aver subito pressioni per favorire Spinelli. Tuttavia, per la Procura, numerose intercettazioni sembrano dimostrare il contrario, suggerendo che le pressioni ci siano state.

Domani sarà una giornata cruciale per gli accertamenti tecnici, con la clonazione della memoria del cellulare di Giovanni Toti, alla presenza dei consulenti di parte e della giudice delle indagini preliminari. Questa operazione potrebbe fornire ulteriori prove per l’indagine, e l’avvocato di Toti, Stefano Savi, potrebbe decidere di depositare una memoria in attesa di nuovi sviluppi.

L’inchiesta getta ombre sul mondo degli affari portuali di Genova, sollevando dubbi su pratiche che potrebbero configurare reati di corruzione e finanziamento illecito ai partiti.

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Ultimo Aggiornamento: 27/05/2024 13:39