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Stop alla cannabis light, il governo Meloni alla fine ha deciso

Pubblicato: 25/05/2024 19:49

La cannabis light potrebbe presto diventare illegale in Italia. Un emendamento del governo al disegno di legge sulla sicurezza, attualmente in esame presso la commissione della Camera, propone di modificare la legge che sostiene la filiera della canapa a uso industriale, limitando ulteriormente le attività consentite.
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L’emendamento intende vietare la coltivazione e la vendita delle infiorescenze di cannabis, anche quelle a basso contenuto di THC (il principio attivo della pianta) inferiore allo 0,2%, per usi diversi da quelli espressamente indicati nella legge stessa, e quindi solo per fini industriali. La proposta equiparerebbe la cannabis light a quella non light, facendo rientrare il commercio o la cessione di infiorescenze nelle norme del Testo Unico sulle Sostanze Stupefacenti.

Reazioni politiche e legali

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, ha criticato duramente l’emendamento, definendolo “una spinta repressiva e punitiva immotivata”. Magi ha sottolineato che l’approvazione dell’emendamento danneggerebbe gravemente un settore in crescita, con migliaia di operatori che si occupano di cannabis light. “Il governo vuole tagliare le gambe a migliaia di operatori del settore della cannabis light, quella a basso contenuto di THC. Questo emendamento dice che quella light deve essere equiparata in tutto e per tutto alla cannabis con alto contenuto di THC, nonostante quella non abbia alcun effetto drogante, proprio per le basse percentuali di principio attivo”.

Giuseppe Libutti, avvocato costituzionalista che rappresenta diverse aziende del settore, ha dichiarato che l’emendamento potrebbe essere facilmente contestato attraverso ricorsi legali. “Così come è concepito, l’emendamento sembra più mosso da un pregiudizio verso la cannabis e si pone in contrasto con la giurisprudenza che riguarda la canapa industriale. Inutile dire che se dovesse essere approvato aprirà la strada a numerosi contenziosi da parte di chi opera da anni nel settore disciplinato dalla legge 246 del 2016 e svolge un’attività assolutamente lecita”.

Confronto internazionale

Il dibattito italiano si inserisce in un contesto internazionale in evoluzione. In Germania, dal primo aprile l’uso personale della cannabis è diventato legale, spingendo radicali e Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) a rilanciare la battaglia per la legalizzazione anche in Italia. Negli Stati Uniti, invece, è trapelata la notizia di un possibile cambio di rotta: la cannabis potrebbe presto essere riclassificata come droga di categoria 3, riconoscendone un potenziale inferiore di abuso rispetto alle droghe più pericolose. Questo cambiamento non significherebbe la legalizzazione a livello federale, ma rappresenterebbe un passo verso la depenalizzazione, già attuata in molti stati per uso medico e ricreativo.

L’industria della marijuana negli Stati Uniti è un settore fiorente, valutato oggi a 30 miliardi di dollari. Secondo la “National Survey on Drug Use and Health”, il numero di consumatori regolari di cannabis negli Stati Uniti ha superato quello dei consumatori regolari di alcol. Tuttavia, non tutti i paesi stanno seguendo la stessa direzione. In Thailandia, l’uso eccessivo di cannabis ha portato a un ripensamento delle politiche di depenalizzazione, limitando l’uso della cannabis esclusivamente a scopi medici.
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