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Omicidio Sofia Stefani, Gualandi: “Mi disse che era incinta, ma non volevo ucciderla. Mia moglie sapeva tutto”

Pubblicato: 29/05/2024 11:15

Giampiero Gualandi era “esasperato da Sofia Stefani e per questo ha deciso di ucciderla”. È questa la tesi del gip che ha portato all’arresto del vigile 62enne, accusato di omicidio pluriaggravato dopo la morte dell’ex collega e amante di 33 anni. L’avvocato dell’uomo, Claudio Benenati, ha chiesto la scarcerazione, o in subordine la concessione dei domiciliari, perché “non sarebbe provata la volontarietà dell’omicidio”, riporta il Corriere Bologna. Gualandi continua infatti a sostenere che il colpo fatale sia stato accidentale e non volontario, come invece ha affermato l’accusa. 
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Gualandi: “Mi perseguitava e disse che era incinta”

«Sofia Stefani mi perseguitava», dice l’ex capo dei vigili di Anzola dell’Emilia. Gualandi ha raccontato anche di una gravidanza che la vittima avrebbe inscenato per costringerlo a non lasciarla «mi aveva detto di essere incinta, ma poi mi aveva confessato che non era vero». Una circostanza che però non avrebbe portato alla decisione di ucciderla perché, ha sempre sostenuto Gualandi, «ne avevo parlato anche con mia moglie e lei aveva detto che l’avremmo affrontato insieme». Per il giudice, tuttavia, Gualandi aveva nella propria mente l’idea di uccidere: così si spiegherebbe l’aver portato in stanza con la pistola anche il kit di pulizia dell’arma, preparando in qualche modo gli elementi utili a corroborare la sua versione del colpo partito per errore.
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Gualandi voleva terminare la relazione

I due amanti, quel giorno terribile, si erano sentiti: c’erano state almeno 15 chiamate in uscita dal telefono della donna verso l’ex comandante. Lei voleva continuare e insisteva, lui voleva troncare: lo testimoniano e lo confermano i messaggi in chat. Quando la ex vigilessa è arrivata al comando, intorno alle 16, lui l’aspettava e, secondo il gip, era perfettamente consapevole dello stato d’animo della donna. I due si sono chiusi nella stanza e Gualandi a quel punto, aveva «già in mente l’omicidio». Sarebbe in breve iniziata una discussione e l’ex vigilessa avrebbe ancora una volta insistito per proseguire il rapporto. Allora, Gualandi, «esasperato», sottolinea il giudice, avrebbe impugnato la pistola, (che era andato a prendere poco prima) l’avrebbe puntata verso Sofia e avrebbe premuto il grilletto. Quindi si sarebbe attivato per chiamare il 118 e per «simulare una tragica fatalità», dicendo che c’era stata una colluttazione e che lo sparo era partito per sbaglio dalla pistola, che lui doveva pulire.

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