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Deodoranti, cosa c’è davvero dentro e quali sono quelli più “pericolosi”. La scoperta choc

Pubblicato: 30/05/2024 16:06
deodoranti
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Una nuova analisi commissionata da ÖKOTEST, rivista tedesca per i consumatori che classifica i prodotti in base a numerosi criteri, ha messo in allarme la popolazione per quanto riguarda i risultati su alcuni dei deodoranti più noti. Il test ha coinvolto 39 deodoranti roll-on con la dicitura “senza alluminio” e ha scoperto che, contro ogni aspettativa, ad essere classificati come “insufficienti” sono stati proprio i prodotti dei marchi più noti. Cosa hanno trovato dentro questi prodotti esaminati? Formaldeide, fragranze problematiche, composti PEG, dietilftalato e polimeri sintetici: sono queste le criticità riscontrate in alcuni prodotti di marchi noti tra cui Vichy, Dove, Nivea e Avéne. Riporta inoltre ÖKOTEST che è stata trovata la presenza di alluminio in un prodotto con dicitura “senza sali di alluminio”. Insomma, il consumatore, come sempre, viene ingannato. (Continua a leggere dopo la foto)
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In base alla classifica, ripresa da L’Indipendente, in ordine dal peggiore, troviamo: il deodorante minerale 48H di Vichy, il roll-on “flower fresh” 48h di Rexona, il Dove Original 48h, il Nivea Original Care 0% e il deodorante body 24 h di Avène. Come spiega Roberto Demaio, il test ha verificato e rilevato “la presenza di sostanze come la formaldeide, ovvero il più semplice delle aldeidi considerata un allergene da contatto e inserita dall’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) nell’elenco delle sostanze considerate con certezza cancerogene per la specie umana”. L’uso di formaldeide pura come conservante nei cosmetici è stato vietato anche se è ancora consentito l’uso di sostanze che possono rilasciarla. Inoltre, l’analisi ha rilevato la presenza di altri ingredienti indesiderati. (Continua a leggere dopo la foto)

Tra questi, vi sono i PoliEtilenGlicoli (PEG) – composti derivati dalla polimerizzazione dell’ossido di etilene (che è classificato come cancerogeno dall’AIRC) utilizzati anche come emulsionanti e tensioattivi nei prodotti per pulire i forni e negli schiumogeni – riscontrati in alcuni deodoranti Dove, Rexona e Nivea, il dietilftalato (DEP) – estere che si presenta come liquido incolore attualmente sotto analisi per il sospetto che possa influenzare l’equilibrio ormonale umano – e alcuni polimeri sintetici che possono finire nell’ambiente e sono difficilmente biodegradabili, riscontrati nel deodorante del marchio Avène. È stata rilevata poi la presenza di Isoeugenolo – considerato uno degli allergeni più potenti tra le fragranze – trovato nel Dove Original, l’allergene Idrossicitronellale e il Cashmeran, fragranza sintetica caratterizzata da un odore diffusivo, speziato e muschiato e difficilmente biodegradabile. Infine, è emerso che i sali di alluminio risultano presenti in tantissimi prodotti antiaspiranti tra cui anche in quelli più noti come Borotalco, Breeze, Dove e Nivea.

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