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Prodotti contraffatti, Italia invasa: quali sono i più acquistati e a cosa fare attenzione (soprattutto online)

Pubblicato: 30/05/2024 10:22
prodotti contraffatti

Molti di noi nemmeno se ne accorgono, eppure nelle nostre case entrano di continui prodotti contraffatti. E questo è molto grave. Non solo perché la qualità è minore e spesso non vengono rispettati gli standard di sicurezza e salute, ma anche perché l’affare dei falsi marchi è un duro colpo per le aziende e mette a rischio 268mila posti di lavoro. Negozi, bar e ristoranti sono infatti sempre più minacciati dall’abusivismo commerciale, dalla contraffazione e dal taccheggio, che da soli “scippano” ai fatturati, secondo un’indagine Confcommercio-Format Research ripresa da Il Messaggero, tra i 22 e i 23 miliardi di euro. I numeri sono impressionanti, basti pensare che un consumatore su quattro, afferma la ricerca, ha acquistato un prodotto contraffatto o un servizio illegale nel 2023. L’indagine è stata presentata in occasione della Giornata nazionale per la legalità ideata da Confcommercio. Nel 2023 l’illegalità è costata alle imprese del settore, per la precisione, 38,6 miliardi di euro. Si capisce quanto questo poi possa ripercuotersi sui posti di lavoro. (Continua a leggere dopo la foto)
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“Da un lato – spiega il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli – ci sono reati come usura, estorsioni, rapine, reati violenti, che gli imprenditori subiscono e temono apertamente, anche se in alcuni casi non vengono denunciati per paura, e dall’altro ci sono invece i reati come contraffazione e abusivismo, che potremmo definire ‘bianchi’ perché percepiti come meno violenti e veicolati in modo più o meno consapevole dalle stesse scelte dei consumatori”. La ricerca Confcommercio-Format Research parla di un abusivismo commerciale che costa 10,4 miliardi di euro, quello nella ristorazione 7,5 miliardi, la contraffazione 4,8 miliardi, il taccheggio 5,2 miliardi. Cifre davvero impressionanti. Per non parlare poi di vandalismo, rapine, furti e estorsione e altri costi dell’illegalità che gravano sempre più sui commercianti. Più di sei imprese su dieci, il 62,8%, si ritengono penalizzate da questi fenomeni. (Continua a leggere dopo la foto)

In particolare concorrenza sleale e riduzione dei ricavi sono gli effetti più pesanti rispettivamente per il 59,9% e per il 29,1% delle imprese intervistate. Ma come si muovono i consumatori che acquistano prodotti “taroccati”? Come spiega Francesco Bisozzi su Il Messaggero, la maggior parte (il 70,6%) ha utilizzato il canale online e circa la metà (il 45,6%) ha effettuato acquisti esclusivamente online. Quali sono i prodotti più soggetti a contraffazione? Capi di abbigliamento, pelletteria e calzature, musica, film e abbonamenti tv. Ma anche prodotti di elettronica, profumi e cosmetici. Tra i prodotti maggiormente contraffatti ci sono: Abbigliamento e scarpe, borse e occhiali da sole, Orologi e gioielli, CD, DVD, giochi, Fotocamere e videocamere, rasoi e dentifrici, Batterie, Accendini, Piastre per capelli, alimenti (Parmigiano, prosciutto San Daniele, olio extravergine, mozzarelle e via dicendo), vini e bevande alcoliche come vodka, gin e whisky, giocattoli per bambini, medicinali e preservativi. Per un consumatore, identificare un originale da una contraffazione non è facile. Come fare dunque? A cosa fare attenzione? (Continua a leggere dopo la foto)

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I segni che indicano che si tratta di un prodotto fake includono: non riuscire a trovare il prodotto identico sul sito ufficiale del produttore, differenze nel design, diverse descrizioni dei prodotti (tipo di materiali e dimensioni), una differenza significativa nel prezzo. Il prezzo è infatti il punto critico quando si tratta di merci contraffatte. A meno che non si tratti di un acquisto in un outlet originale, se l’offerta è irrealisticamente bassa si sta sicuramente acquistando un falso. Insomma: se gli affari sembrano troppo belli per essere veri, probabilmente non si tratta di articoli autentici.

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