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Strage di Erba, la clamorosa svolta dopo il processo: “Parte la denuncia”

Pubblicato: 30/05/2024 17:11

“Ho denunciato alle autorità competenti alcuni comportamenti della Procuratore generale di Milano Francesca Nanni che ritengo degni di approfondimento, scoperti rileggendo e risentendo gli atti e le dichiarazioni rese dalla Nanni al Csm come testimone nel processo disciplinare a suo carico”. Questo quanto sostenuto dal sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser motivando l’azione contro il suo capo, colpevole di aver promosso un’azione disciplinare contro di lui.

La denuncia risalirebbe già a marzo del 2024, ma finora la notizia non era mai stata comunicata. A raccontarlo è stato lo stesso Tarfusser durante un’intervista al podcast ‘Il grande abbaglio’ dei giornalisti Edoardo Montolli e Felice Manti sui motivi per cui ha deciso di chiedere la revisione del processo che ha condannato all’ergastolo Olindo Romano e Rosa Bazzi: “Certamente farò ricorso contro la censura, questo è pacifico, però rileggendo e riguardando e rivedendo e risentendo gli atti e le dichiarazioni rese come testimone dal procuratore generale nel procedimento disciplinare a mio carico ho scoperto delle cose che ho evidenziato in un atto separato che ho trasmesso alle autorità competenti”.

Intervistato da Fanpage.it, Tarfusser ha confermato di aver presentato questi atti sia al CSM che alla Procura di Roma e ha spiegato che l’accusa di falsa testimonianza si può riconoscere “non solo quando un testimone dice il falso, ma anche se non dice tutto quello che sa”. Secondo Tarfusser la Procura di Brescia “non ha lettogli atti”.
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Quanto alla sua richiesta di revisione, Tarfusser non ha cambiato idea: “Non torna nulla nelle prove a sostegno della condanna all’ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi”. A sostegno della sua tesi fornisce tre prove: “Il riconoscimento di Mario Frigerio è frutto di un continuo inculcare il nome di Olindo finché evidentemente anche lui ci ha creduto. La macchia sull’auto è ridicola, proprio perché non c’è. In un sistema anglosassone questa “cosa” non sarebbe neanche stata ammessa. Le confessioni? Non sono confessioni, ma interrogatori. Era difficilissimo, per due persone di quella caratura intellettuale bassa, opporsi a quattro pubblici ministeri, a una pressione fortissima, al limite della correttezza”. Infine la bomba: “Dietro le intercettazioni sparite, a quello che so io, ci sarebbe un magistrato”.

Ora bisognerà vedere se il CSM valuterà questa segnalazione e soprattutto come i magistrati romani leggeranno gli atti che Tarfusser gli ha inviato, visto che l’eventuale apertura di un fascicolo da parte della procura ordinaria risulterebbe giocoforza ben più grave. “Non faccio altro che il mio lavoro”, conclude il magistrato.

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Ultimo Aggiornamento: 30/05/2024 20:12