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Suicida dopo lo stupro, il 28enne fermato torna a casa. Serve l’autopsia

Pubblicato: 31/05/2024 17:24
Suicida dopo lo stupro, il 28enne fermato torna a casa. Serve l’autopsia

Il magazziniere di 28 anni, italiano di origini ucraine, fermato due giorni fa per violenza sessuale, è stato posto agli arresti domiciliari. La misura cautelare è stata decisa dal gip Francesco Salerno, che non ha contestato né la morte conseguente ad altro reato né l’istigazione al suicidio. I genitori del giovane si sono dichiarati disponibili ad ospitarlo durante i domiciliari.
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L’autopsia sul corpo della ragazza si terrà lunedì 3 giugno presso l’Istituto di Medicina Legale di Pavia. La giovane si è tolta la vita gettandosi da una finestra del quarto piano dell’ospedale di Vizzolo Predabissi, dopo aver denunciato di essere stata violentata. La ragazza, originaria di Cernusco sul Naviglio, era stata portata al pronto soccorso di Vizzolo Predabissi in ambulanza il 27 maggio, in seguito a presunti abusi subiti in famiglia.

Ai domiciliari il 28enne fermato: non è accusato di istigazione

Successivamente, la giovane era stata trasferita alla clinica Mangiagalli di Milano, specializzata in casi di violenza sulle donne, dove le sono state diagnosticate lesioni guaribili in 20 giorni. Dopo il controllo alla clinica Mangiagalli, la 21enne era stata riaccompagnata all’ospedale di Vizzolo e ricoverata in ginecologia. La ragazza, che sembra avesse avuto contatti con i centri psico-sociali (CPS), ha poi compiuto il gesto estremo.

Questo tragico episodio ha sollevato molte domande e preoccupazioni riguardo alle condizioni di sicurezza e supporto all’interno delle strutture sanitarie. La vicenda ha anche portato alla luce la necessità di un intervento tempestivo e appropriato per le vittime di abusi, sia all’interno della famiglia che in altri contesti.

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