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John Elkann, la rivelazione sulla madre Margherita Agnelli: “Abbiamo subito violenze fisiche e psicologiche”

Pubblicato: 31/05/2024 09:43
John Elkann madre violenze

La vicenda dell’eredità della famiglia Agnelli ha spaccato una delle famiglie più note e potenti d’Italia. Il presidente di Stellantis John Elkann ne parla in una lunga intervista al quotidiano Avvenire, in cui fa accenno anche alle “violenze fisiche e psicologiche” subite dalla madre Margherita Agnelli. Attualmente è in corso una causa a Torino. Nel 2004 Margherita (madre di John, Lapo e Ginevra) aveva firma un accordo con cui rinunciava sia alle quote azionarie del padre Gianni, sia alla futura eredità della madre (Marella Caracciolo), in cambio del pagamento di 1,2 miliardi di euro. Poi però la donna, ritenendo che ai tempi dell’accordo del 2004 le fosse stata nascosta una parte del patrimonio del padre, ha fatto causa. La prima persa nel 2015, la seconda ancora in corso.
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“Con mio fratello e mia sorella abbiamo piena fiducia nella magistratura italiana. – racconta John Elkann ad Avvenire – È una situazione che dura da vent’anni, da quando nel 2004, nel pieno della crisi, tutta la mia famiglia per senso di responsabilità si è compattata intorno alla Fiat, portando avanti le volontà di mio nonno. L’unica a chiamarsi fuori è stata mia madre. E invece di essere contenta, per la Fiat, per la sua famiglia, per la realizzazione del volere di suo padre, ha reagito nel modo peggiore”.

Le rivelazioni shock di John Elkann sulla madre

Insieme ai miei fratelli Lapo e Ginevra fin da piccoli abbiamo subito violenze fisiche e psicologiche da parte di nostra madre. Questo ha creato un rapporto protettivo da parte dei nostri nonni”, confessa poi il presidente di Stellantis.

“Guardiamo ai fatti: il nostro destino 20 anni fa era quello dell’Olivetti, una delle grandi realtà del nostro Paese. – prosegue John Elkann – Che con il susseguirsi di diverse proprietà, cattiva gestione e ingegneria finanziaria che prendeva il posto dell’ingegneria di prodotto, oggi non esiste più. Un’altra possibilità, ugualmente infelice, era la nazionalizzazione, come nel caso dell’Alitalia o dell’Ilva. E invece non è andata così. Oggi l’insieme delle nostre aziende dà lavoro a più di 74mila persone in Italia, dove abbiamo investito negli ultimi 5 anni 14 miliardi, creando prodotti competitivi sui mercati mondiali. Ricordo ancora la nostra emozione nel vedere le prime Jeep uscire dalle linee di Melfi e le navi che erano state acquistate per trasportarle dalla Basilicata all’America”, conclude.

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