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Morte Giada Zanola, le parole agghiaccianti del compagno: “In quel momento volevo solo…”

Pubblicato: 31/05/2024 18:15

Andrea Favero, accusato dell’omicidio della compagna Giada Zanola, rimane in carcere. L’uomo di 39 anni, che ha una relazione con la 34enne madre di un bambino di 3 anni, ha scelto di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip. Sebbene il magistrato non abbia convalidato il fermo, non ritenendo sussistenti i presupposti per un pericolo di fuga, ha accolto il resto delle accuse formulate dalla Procura. Secondo il gip, ci sono “gravi, precisi e concordanti” indizi di colpevolezza, emettendo così una nuova ordinanza di custodia cautelare.
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Nel verbale dell’interrogatorio, Favero ricorda l’ultimo litigio con Giada avvenuto la notte di mercoledì, raccontando: “Non ricordo se siamo saliti sul gradino della ringhiera che si affaccia sull’autostrada…”. Poco dopo, la donna è precipitata oltre il parapetto del cavalcavia autostradale. Favero descrive i momenti precedenti l’incidente: il litigio in casa a Vigonza, con Giada che minacciava di andarsene via e di non fargli più vedere il figlio. Giada avrebbe poi lasciato l’abitazione dirigendosi a piedi verso il cavalcavia sulla A4, a meno di un chilometro di distanza.

Il resto del riferito è un susseguirsi di vuoti e “non ricordo”, fatta eccezione per le minacce di portargli via il bambino che Giada gli avrebbe rivolto. “In quel momento io avevo solo mio figlio nella testa”, avrebbe riferito. Un figlio privato per sempre della presenza di sua madre. La scelta di Giada di annullare il matrimonio previsto per il prossimo settembre, di interrompere la
relazione, il nuovo lavoro, insomma, la sua volontà di autodeterminarsi, sarebbero alla base del movente del suo femminicidio.

Il racconto dell’ultimo litigio tra Favero e Giada

Favero racconta di aver preso la macchina di Giada, di averla raggiunta e convinta a salire in auto per tornare a casa. “Ho proseguito lungo la strada oltrepassando il cavalcavia, e ho fatto l’inversione…”, dice. Secondo Favero, il litigio è proseguito in macchina, con Giada che gli avrebbe urlato di volergli togliere il bambino e di non farglielo più vedere. Le indagini della polizia e gli approfondimenti medico-legali saranno determinanti per verificare la veridicità della versione fornita da Favero.

La tragedia ha sconvolto la comunità locale, che conosceva bene Giada e la sua famiglia. La donna, descritta come una madre amorevole e una persona impegnata, lascia un vuoto incolmabile. Le circostanze della sua morte e il dramma familiare che ne è derivato hanno sollevato molte domande e preoccupazioni. Mentre le autorità continuano a indagare, amici e familiari di Giada cercano di trovare risposte e giustizia per una vita spezzata in modo così tragico e improvviso.

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Ultimo Aggiornamento: 31/05/2024 19:50