Vai al contenuto

Mistero sulla morte di Michele Lanfranchi, trovato in strada esanime. L’ipotesi agghiacciante…

Pubblicato: 03/06/2024 16:23

Un solo colpo, partito all’improvviso, esploso forse accidentalmente, non ha lasciato scampo a Michele Lanfranchi, 19 anni, messinese, che nella tarda serata di sabato è stato trovato senza vita, con una ferita al collo, riverso sul marciapiede di via Michelangelo Rizzo, una stradina che incrocia la via Palermo collegandola con il viale Giostra.

Da qui sono cominciate le indagini degli investigatori della Squadra Mobile che per tutta la notte hanno sentito diversi testimoni per ricostruire quei tragici momenti e hanno effettuato i primi rilievi. Le indagini non tralasciano nessuna pista, anche se, con il passare delle ore, l’ipotesi che starebbe trovando maggiore consistenza sarebbe quella di una tragica fatalità.
Leggi anche: Shock a Messina: 19enne trovato cadavere sul marciapiede

Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di turno Liliana Todaro e condotte dagli investigatori della squadra mobile di Messina. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista, anche se le ipotesi più accreditate sembrano essere due: quella di un “incidente” in seguito a un colpo partito casualmente mentre la pistola era proprio nelle mani del giovane; o quella di un omicidio, legato magari a un regolamento di conti negli ambienti criminali. Sembra invece improbabile l’ipotesi di un suicidio.

Lanfranchi, che aveva piccoli precedenti penali per spaccio di droga e per reati contro il patrimonio, a quanto pare, durante la serata trascorsa in compagnia di amici, avrebbe mostrato con fare “fiero e orgoglioso” la pistola che aveva in mano. Tutti i presenti alla serata sono già stati interrogati e sottoposti alla prova dello stub, per accertare eventuali residui di arma da fuoco. Decisiva per fare chiarezza sulle cause della morte oltre all’autopsia, già disposta dalla magistratura, sarà anche la perizia dattiloscopica e balistica sull’arma.

Sul profilo Facebook di Michele Lanfranchi sono numerosi gli amici della vittima che si dicono increduli e affranti. “Non voglio crederci – scrive Tindara – poco prima eri con me, mi sembra un incubo…”. E Lelia aggiunge: “Non ci sono parole per esprimere il vuoto ke hai lasciato non ci posso pensare mi ricordo quando ci siamo viste l’ultima volta chiamandomi zia lella ti voglio ricordare con quel sorrisone ke avevi… eri un ragazzo socievole sempre ke scherzavi ecc… r.i.p angelo bello, condoglianze a tutta la famiglia”

Continua a leggere su TheSocialPost.it