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Piano Casa, Salvini cambia tutto: dalle sanatorie ai cambi d’uso, ecco le novità

Pubblicato: 05/06/2024 08:09

Matteo Salvini ha deciso di correggere sé stesso, modificando il suo decreto Salva Casa e suggerendo alcune novità anche per i miniappartamenti. Ad esempio, si parla di agibilità anche per quei monolocali di soli 20 metri quadri, se vissuti da una sola persona, invece dei 28 metri quadri minimi attuali. Il decreto, inizialmente pensato per regolarizzare piccoli abusi edilizi, diventerà una legge permanente e prevede una serie di interventi che vanno dalle verande alle pareti, fino a tende e tramezzi.
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Niente più altezze minime fisse per le stanze, che potrebbero ridursi da 2,70 a 2,40 metri, agevolando così la trasformazione di ex portinerie o lavanderie in condominio in abitazioni. Si parla anche di semplificare la ristrutturazione di grattacieli, come nel caso del Salva Milano, che permetterebbe di risolvere cantieri bloccati dalla magistratura.

Salvini ha presentato dieci emendamenti per allargare le sanatorie previste dal decreto. Ha chiesto sia alla maggioranza che all’opposizione di dar loro sostegno, sottolineando quanto sia importante semplificare la vita degli italiani in questioni di casa. Ha anche chiarito che non si tratta di un condono, ma di una regolarizzazione di situazioni già esistenti.

Nonostante il centrodestra sia cauto sull’argomento, le proposte di Salvini hanno ricevuto l’apprezzamento delle associazioni dei proprietari, come Confedilizia. Si prevede che l’iter del decreto parta subito dopo le elezioni europee.

Tra le proposte della Lega, c’è in evidenza il Salva Milano, che potrebbe sbloccare cantieri sequestrati, e la richiesta di un Piano nazionale di edilizia popolare. Si vuole anche ridurre la superficie minima degli appartamenti per una o due persone e abbassare l’altezza minima dei soffitti.

Il certificato di un tecnico comunale o dell’Asl sarà sufficiente per l’agibilità degli immobili, e le sanatorie potranno essere estese anche per le strutture costruite prima del 1977. Le modifiche introdotte varranno anche per gli immobili costruiti in futuro.

Il decreto prevede anche una semplificazione delle procedure per ottenere la sanatoria, con l’entrata in vigore del silenzio-assenso se il Comune non risponde entro 45 giorni alla domanda di regolarizzazione.

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