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Raffaella Mennoia racconta l’errore medico che le ha cambiato la vita: “Vivisezionata con esami mortificanti”

Pubblicato: 06/06/2024 10:30
Raffaella Mennoia errore medico

Raffaella Mennoia decide di raccontare la sua terribile esperienza di vita in una serie di Instagram stories. La famosissima autrice televisiva rivela infatti di essere stata vittima di un grave errore medico: le fu diagnosticata una malattia autoimmune di cui, in realtà, non soffriva. I particolari di quello che le è accaduto mettono i brividi.
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Il drammatico racconto di Raffaella Mennoia

“Racconto questa storia con un po’ di fatica. – rivela Raffaella Mennoia nelle sue Instagram stories – Se non l’ho fatto fino ad adesso è perché penso che il dolore vada vissuto in maniera intima e non manifestato sui social. Oggi vi racconto quella che è stata la mia esperienza e poi ognuno di voi è libero di fare le proprie valutazioni. Qualche anno fa, dopo aver avuto dei disturbi a una gamba tipo mancanza di forze, crampi, dolori come delle fitte dietro al polpaccio, ho iniziato a fare risonanze magnetiche, esami invasivi e dolorosi. Non si arrivava bene a capire cosa avessi. Sono andata da un neurologo. In Italia la neurologia è quasi tutta sul centrale perché la neurologia del periferico è abbastanza ‘la Cenerentola’ della neurologia. Comunque non sapendo bene a chi rivolgermi inizialmente mi sono rivolta a un neurologo”.

“Dopo alcune visite sono iniziate le indagini del perché anche stessi perdendo il tono muscolare nonostante mi allenassi. – prosegue il racconto di Raffaella Mennoia – Fino a quando facendo un esame mi diagnosticano questa malattia del sistema immunitario: la neuropatia. Questa si cura con delle immunoglobuline e cortisone. Quindi inizio con queste cure, mio malgrado, visto che la diagnosi è stata abbastanza impietosa. Non sto qui a dirvi cosa significava per me entrare in quel reparto, confrontarmi con il dolore e la malattia degli altri. Fino a quando inizio a convincermi che quello che mi avevano diagnosticato non poteva essere così. Quindi inizio a vedere sul web e decido di partire per il Minnesota. Qui vengo visitata e ricoverata e per fortuna la diagnosi mi dà ragione”.

“Perché non ho denunciato”

“Non voglio entrare nello specifico, però mi dicono che è un’altra cosa e non una malattia autoimmune. Sono passati trent’anni e probabilmente la diagnosi a esclusione era corretta. Perché non ho denunciato? Perché ero stanca. Volevo mettere un punto e una croce a questa cosa. Non ce la faccio a seguire processi e spero che nessuno passi quello che ho dovuto affrontare io. Quindi, a fronte di un medico che ha sbagliato la diagnosi, per fortuna c’è stato un altro che mi ha dato la giusta indicazione. Ho fatto fatica a ragionare altrimenti lo avrei raccontato anni fa. Questa mia esperienza mi ha fatto avvicinare a chi è malato, la ricerca è importante”, conclude.

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