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Omicidio Thomas Luciani, il film horror dell’assassinio: la violenza, poi i selfie e il bagno in mare

Pubblicato: 26/06/2024 15:00

Foto in spiaggia, con pugno sul petto e atteggiamento fiero. È quella trovata sul telefono di uno dei due 16enni fermati per l’omicidio di Christopher Thomas Luciani, scattata alle 18.21 di domenica, poco dopo il delitto avvenuto nel parco. Lo smartphone in questione fa parte del materiale sottoposto a sequestro e l’immagine è allegata al decreto di fermo della Procura presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.
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Nel provvedimento sono presenti anche alcuni fotogrammi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona del parco. Si vede il gruppetto di ragazzi, tra cui la vittima, all’interno dell’area verde, alle ore 16:54. Poi alcuni di loro si spostano verso la vegetazione, dove il 17enne è stato ucciso. Dalla vegetazione usciranno poi alle 17:21. “Il ragazzo con la felpa bianca e le bermuda blu, poi identificato in Luciani Christopher Thomas – si legge – non si vedrà più uscire”.

Le immagini consentono di confermare anche quanto emerso dalle testimonianze dei ragazzi e, cioè, che uno dei presunti assassini si è cambiato tra la vegetazione, prima di ricomparire davanti alle telecamere. “Io sono rimasto attonito e non ho avuto la forza di reagire, quando poi ci siamo ricongiunti al resto del gruppo tutti hanno saputo cosa era successo perché io, giunto per primo, l’ho raccontato. Nonostante l’accaduto siamo andati al mare a fare il bagno”. E’ uno dei passaggi della testimonianza del 16enne che ha lanciato l’allarme dopo l’omicidio di Christopher Thomas Luciani, contenuta nel decreto di fermo della Procura presso il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila.

Il ragazzo, dopo il bagno al mare, una volta a casa, presumibilmente tre o quattro ore dopo i fatti, ha raccontato tutto ai genitori, facendo scoprire l’accaduto. “Io non ho reagito in alcun modo – ha detto ancora il giovane – Christopher faceva dei versi quasi di morte e loro gli dicevano di stare zitto. Lui era a terra, con una gamba accavallata all’altra, ripiegato per terra, esposto ai colpi sul fianco destro”.

Alle 16,46 i due presunti assassini entrano nel parco Baden-Powell. Pochi minuti dopo vengono raggiunti da altri ragazzi.

Alle 16,48 i ragazzi entrano nella vegetazione. Tra loro c’è anche Thomas. Non ci sono telecamere di sorveglianza ad inquadrare la scena. Ma quando tutti i giovani escono dalla vegetazione, di Thomas non c’è traccia.


Alle 17,21 l’ultimo ad uscire è un «ragazzo alto con capello scuro con visiera tipo baseball un paio di bermuda scure e una canottiera nera con scritta bianca sulla parte frontale e sui fianchi e delle scarpe bianche che si incamminava lungo il vialetto parallelo alla via Raffaello Sanzio, in direzione nord». È il presunto assassino.

Alle 18,21 uno dei due presunti assassini viene fotografato allo stabilimento «Croce del Sud». Si è cambiato gli abiti. Poco dopo va a fare il bagno, come racconteranno i testimoni. «Successivamente indifferenti a quanto accaduto», si legge nella ricostruzione, «unitamente agli altri amici», i ragazzi coinvolti nell’omicidio «si recavano insieme presso lo stabilimento balneare», dove poi «si sarebbero liberati del coltello, lanciandolo oltre la scogliera frangiflutti».

Le prove raccolte, tra cui le immagini delle telecamere di sorveglianza e le testimonianze dei presenti, forniscono un quadro dettagliato e inquietante dell’omicidio. Il materiale sequestrato, incluso lo smartphone con la foto scattata poco dopo il delitto, è fondamentale per ricostruire gli eventi e attribuire le responsabilità.

Le indagini continuano per chiarire ulteriormente le dinamiche del tragico episodio e per assicurare alla giustizia i responsabili del brutale omicidio di Christopher Thomas Luciani.

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