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“Impossibile la maggioranza assoluta per Le Pen”: l’analisi dell’esperto

Pubblicato: 03/07/2024 11:11

“Con la chiusura ufficiale delle candidature per il secondo turno sappiamo esattamente quali saranno le sfide. Le triangolari favorivano il Rassemblement national, perché era arrivato in testa al primo turno in numerose circoscrizioni. Più candidati si ritirano e meno Rn ha la chance di avere la maggioranza assoluta”. A sostenerlo, attraverso le pagine del Corriere della Sera, è Brice Teinturier, che guida le ricerche dell’istituto di sondaggi Ipsos.
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“All’indomani del primo turno con 306 triangolari l’Rn era in ottima posizione per avere una maggioranza se non assoluta certamente molto ampia nel nuovo Parlamento – spiega – Ma dal momento che ci sono state così tante desistenze, 218, questa possibilità è completamente da scartare”. “Una maggioranza senza il Rn – dice ancora – mi sembra a oggi molto difficile. Stiamo per incamminarci su un percorso inedito in cui non si riuscirà a trovare una maggioranza di governo. Questo è il tema centrale”.

Per l’esperto è “molto improbabile, quasi impossibile” che dei deputati di altre formazioni del centrodestra vengano in aiuto a Rn: “I Républicains che saranno eletti lo saranno spesso contro un candidato di Rn, e se l’hanno battuto non sarà per allearsi poi con il Rassemblement al Parlamento. Né Rn tenterà di convincerli”. Da dove ha preso Rn i dieci milioni di voti di domenica scorsa? “Ha conservato i voti dell’ottimo risultato alle Europee e ha aggiunto i voti di formazioni quasi assenti alle legislative – spiega poi – per esempio, la destra estrema di Reconquête (il partito di Éric Zemmour, ndr). I suoi elettori sono confluiti evidentemente su Rn”. I voti persi dall’Ensemble di Macron? “Rispetto alle Presidenziali, circa il 14% è andato al Nuovo Fronte Popolare della sinistra; il 15% a Les Républicains; 8 per cento a Rn; e più della metà ha votato di nuovo per Ensemble. Rispetto alle Europee, però, il partito del presidente ha recuperato voti attingendo da socialisti, ecologisti e repubblicani: dal 14,5% al 20%”.
   

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