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Stefano del Re e Lorena Vezzosi, lui era a terra: il problema dei figli e un altro uomo…

Pubblicato: 07/07/2024 11:57

Seguendo l’ipotesi di omicidio-suicidio, i carabinieri stanno indagando intensamente sulle ultime ore di vita di Stefano Del Re, 55 anni, e Lorena Vezzosi, 53, coniugi separati trovati morti nella loro Nissan finita nel Po giovedì notte intorno alle 3 a Casalmaggiore. Stefano Del Re, originario del Cremonese ma residente a Sant’Arcangelo di Romagna, aveva compiuto 55 anni mercoledì scorso. Un dettaglio significativo è emerso questa mattina: giovedì sera, intorno alle 20, Del Re ha fatto visita ai genitori, annunciando rapidamente che stava andando a cena con l’ex compagna.

Durante la breve visita, Stefano è entrato in casa da solo. Questo solleva la domanda: dov’era Lorena in quel momento? Era in auto ad attenderlo o era già morta?
Un’ipotesi è che Del Re potrebbe aver stordito la compagna con un sonnifero rubato dalla RSA in cui lavorava, somministrandolo durante il viaggio dalla Romagna alla Lombardia. I carabinieri cremonesi, in collaborazione con quelli romagnoli, stanno cercando risposte a queste domande, anche attraverso il sequestro dell’abitazione della coppia nel Riminese e la raccolta di testimonianze.
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Le frequenti liti e quella denuncia per molestie sessuali

I vicini di casa di via Terranova, dove Lorena Vezzosi viveva con i figli di 17 e 14 anni, hanno riferito di aver visto spesso Stefano Del Re in zona, probabilmente per andare a prendere i ragazzi. Un’amica della coppia ha suggerito che proprio questioni legate ai figli fossero alla base delle discussioni tra gli ex coniugi. “Avevo incontrato per caso Stefano soltanto cinque giorni fa – rivela la donna al Resto del Carlino – L’ho trovato con il morale a terra. Era disperato perché avrebbe voluto trascorrere più tempo con i suoi figli. Si era dato da fare per prendere un appartamento in affitto: sperava in questo modo di poterli ospitare più spesso. Con Lorena negli ultimi tempi, così mi aveva raccontato, aveva discusso tante volte proprio per la questione dei figli. E poi lui era convinto che lei avesse un altro uomo. Per questo mi fa strano pensare che Lorena avesse accettato di uscire con Stefano e salire in macchina con lui». Rapporti tesi confermati anche da altre conoscenze, al punto tale che «lei non sarebbe mai e poi salita in macchina insieme a lui”.

Secondo quanto raccontato dagli amici, Stefano Del Re era ossessionato dal pensiero fisso che Lorena frequentasse un altro uomo. L’uomo era amareggiato per il matrimonio finito e nei suoi sfoghi conoscenti arrivava fino alle lacrime. Tuttavia, non ci sono mai state segnalazioni da parte di Lorena riguardo a un nuovo rapporto o a problemi derivanti da una presunta infedeltà. La vita di Stefano Del Re era stata poi segnata otto anni fa da una denuncia per abusi sessuali. Nel 2016, quando lavorava alla casa di riposo Grassi di Viadana, l’infermiere era stato denunciato da una collega — un’ausiliaria di nazionalità straniera — per presunti abusi sessuali ai danni di una 94enne ospite della struttura. Un’accusa che due anni dopo fu totalmente cancellata dal Tribunale di Mantova che lo aveva assolto con formula piena. 

“Sono sceso all’inferno e sono tornato – aveva detto Del Re a proposito di questa vicenda – soffrendo pene che non auguro veramente a nessuno. Una storia che non potrò mai dimenticare fin dal momento in cui mi stavo recando al lavoro per il mio turno quando sono stato bloccato dai carabinieri appena sotto casa”. Un anno e mezzo di calvario, fino all’assoluzione. “Ho più volte fatto presente alle ausiliarie e ai colleghi le varie mancanze e poi, vedendo che certi comportamenti continuavano –aveva raccontato Del Re – ne ho parlato con la caposala e la dirigenza della struttura. Questo deve avermi attirato delle antipatie. Mai vista tanta cattiveria…”. Della vicenda aveva scritto anche la moglie su Facebook, dove aveva postato alcuni articoli di giornali che parlavano dell’assoluzione del marito. “Tutti sono bravi a calunniare, ma pochi riconoscono la bontà” scriveva Lorena Vezzosi nell’aprile 2018, aggiungendo “giustizia è fatta, ora si ricomincia a vivere”.

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