
Il piano di riarmo europeo proposto dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha creato una frattura anche all’interno della maggioranza di governo, in particolare nel centrodestra. La proposta, che prevede l’allocazione di 800 miliardi di euro per potenziare la difesa dell’Unione Europea, ha diviso nettamente i partiti, con Forza Italia, la Lega e Fratelli d’Italia che hanno manifestato opinioni contrastanti.
Da un lato, Antonio Tajani ha accolto favorevolmente il piano, esprimendo entusiasmo per quello che considera un passo fondamentale verso il rafforzamento della difesa europea. “Finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire una indispensabile difesa europea”, ha dichiarato, evocando l’eredità di De Gasperi e Berlusconi, e sottolineando la necessità di una forte alleanza con gli Stati Uniti per realizzare questo obiettivo.
Dall’altro, Matteo Salvini ha bocciato duramente la proposta, esprimendo preoccupazione per le implicazioni economiche e geopolitiche del piano: “L’Ue non riesce a reperire fondi per le altre priorità, ma trova 800 miliardi per il riarmo?”, ha dichiarato, criticando aspramente un progetto che considera un’escalation militare pericolosa.
Nel mezzo, Giorgia Meloni ha scelto di non esprimersi pubblicamente, adottando un silenzio strategico che riflette le difficoltà nel gestire le diverse posizioni all’interno della coalizione. La premier, pur continuando a ribadire l’importanza di mantenere l’unità occidentale, si trova ora a dover mediare tra le opposte visioni del suo governo. Questo scontro tra i suoi alleati potrebbe evolversi in una crisi politica, con potenziali ripercussioni sulla stabilità dell’esecutivo e sulla posizione dell’Italia in Europa.