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“Sono le sue impronte”. Garlasco, sono arrivati i risultati delle analisi

Pubblicato: 11/11/2025 18:08

Il caso Garlasco torna a far parlare di sé. Dopo quasi diciotto anni, il delitto di Chiara Poggi riemerge con nuovi risultati delle analisi scientifiche. Il mistero di quella mattina del 13 agosto 2007, quando la giovane fu trovata senza vita nella sua casa di via Pascoli, continua a scuotere la memoria collettiva e a incuriosire l’opinione pubblica.

Le indagini, che negli anni hanno visto ribaltamenti e colpi di scena, sono state riaperte con un nuovo fascicolo che coinvolge Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. A lui si è arrivati attraverso l’esame di vecchi reperti e tabulati telefonici, rimasti in parte irrisolti nei precedenti processi. Un incidente probatorio è stato disposto per chiarire i punti ancora oscuri di una vicenda che sembrava chiusa.

Un nuovo esame per un vecchio mistero

In questa fase, la magistratura ha incaricato l’esperto Giovanni Di Censo di riesaminare i reperti conservati dal 2007. L’obiettivo era capire se le moderne tecniche forensi potessero finalmente dare un nome a chi si trovava nella villetta al momento dell’omicidio. I risultati, depositati nelle ultime ore, erano molto attesi.

Villetta di Garlasco, luogo del delitto di Chiara Poggi

La speranza era che la perizia potesse offrire un tassello decisivo per arrivare alla verità. Tuttavia, i nuovi dati non sembrano cambiare il quadro complessivo del caso. Nessun elemento, al momento, sembra destinato a rivoluzionare le precedenti conclusioni giudiziarie.

Le impronte e i risultati dell’analisi

Impronta rilevata durante le nuove analisi del caso Garlasco

Secondo le analisi di Di Censo, le impronte digitali trovate sulla porta d’ingresso della villetta appartengono a Marco Poggi e a un operatore tecnico. Le sei impronte rinvenute su una confezione di cereali e su un sacchetto della spazzatura sono invece della vittima.

Marco Poggi, fratello di Chiara Poggi

Si tratta, dunque, di esiti che non modificano quanto già noto. Fonti vicine alle indagini sottolineano che i nuovi riscontri non portano elementi diversi da quelli emersi nel primo processo, concluso con la condanna definitiva di Alberto Stasi. La presenza delle impronte di Marco Poggi e dell’operatore è coerente con le attività svolte nei giorni immediatamente successivi al delitto.

Un caso che non smette di far discutere

Nonostante l’apparente mancanza di novità, la riapertura del fascicolo mantiene alta l’attenzione. Andrea Sempio resta formalmente indagato, mentre gli inquirenti attendono ulteriori riscontri da analisi genetiche e tabulati telefonici. L’obiettivo è capire se le nuove tecniche potranno offrire un quadro più chiaro di quella tragica mattina d’estate.

Il delitto di Garlasco rimane così una ferita aperta nella storia italiana: un caso che, a distanza di quasi vent’anni, continua a riemergere tra nuove perizie e vecchi interrogativi, senza che nessuno riesca ancora a riscrivere la verità definitiva.

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Ultimo Aggiornamento: 11/11/2025 18:09

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