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“Un killer invisibile”: la Cina rivela il suo nuovo super-drone stealth

Pubblicato: 11/11/2025 16:31

L’Aeronautica militare cinese ha diffuso un nuovo filmato che mostra per la prima volta il drone stealth GJ-11, noto con il nome ufficiale Xuanlong (“Drago Fantastico”), in piena attività operativa. Il video, pubblicato dai media statali, presenta il velivolo sia all’interno di un hangar sia in volo, impegnato in manovre coordinate con il caccia stealth J-20.
Si tratta della prima conferma visiva che il GJ-11 è ormai parte integrante delle formazioni di combattimento avanzate della People’s Liberation Army Air Force (PLAAF). L’apparizione del drone in contesti di addestramento reale indica che il sistema è entrato in servizio attivo, superando la fase di test sperimentali durata oltre un decennio.

Il GJ-11 “Drago Fantastico”, un progetto decennale

Lo sviluppo del GJ-11 risale ai primi anni 2010. Un prototipo con caratteristiche a bassa osservabilità avrebbe effettuato il primo volo nel 2013, ma il modello attuale mostra un design più sofisticato, con una configurazione ad ala volante progettata per ridurre ulteriormente la visibilità ai radar.
Nel filmato ufficiale il velivolo viene mostrato durante il rullaggio, il decollo e il volo in formazione, segno che dispone di un’infrastruttura dedicata e di procedure di manutenzione già integrate a livello di squadrone. Non sono stati tuttavia divulgati dettagli tecnici come autonomia, sensori, armamenti o sistemi di guida, elementi che restano coperti da riservatezza militare.

Cina, “teaming” tra droni e caccia stealth

Il GJ-11 è destinato a operare in stretta collaborazione con il caccia J-20, secondo la dottrina del cosiddetto “manned-unmanned teaming” (MUM-T), che prevede l’integrazione di velivoli senza pilota a supporto dei caccia con equipaggio.
In questo contesto, i droni possono svolgere missioni di ricognizione, guerra elettronica o attacco diretto, aumentando la sopravvivenza dei piloti e l’efficacia delle operazioni aeree.
Nel video ufficiale, il GJ-11 vola in formazione con un J-20 e un aereo da guerra elettronica J-16D, suggerendo che la Cina stia già testando formazioni collaborative miste, in cui i droni avanzano in prima linea o forniscono copertura tattica ai caccia.

Cina, un passo avanti rispetto ai rivali nei droni stealth “pesanti”

Il nuovo velivolo è stato spesso paragonato al drone russo S-70 “Okhotnik”, ancora in fase di collaudo. A differenza di quest’ultimo, il GJ-11 appare già impiegato in attività operative.
La Cina si posiziona così tra i primi Paesi al mondo ad avere un drone stealth pienamente operativo, in grado di integrarsi in formazioni di combattimento reali e non solo dimostrative.
La presentazione del GJ-11 arriva in un momento in cui diverse potenze militari — tra cui Stati Uniti e Unione Europea — stanno ancora cercando di completare i propri programmi di velivoli autonomi a bassa osservabilità.

I ritardi americani sui droni stealth

Negli Stati Uniti, la corsa alla tecnologia dei droni stealth e dei cosiddetti “loyal wingman” — velivoli senza pilota che collaborano con i caccia di quinta generazione — procede più lentamente del previsto.
Il programma XQ-58 Valkyrie, destinato a operare insieme agli F-35 e F-22, non ha ancora raggiunto la piena operatività, mentre altre iniziative del Pentagono, come il progetto Replicator, hanno accumulato ritardi nella produzione e nell’integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale.

Le principali cause dei ritardi risiedono nella complessità dell’integrazione uomo-macchina, nella necessità di sviluppare algoritmi affidabili per il combattimento autonomo e nella lentezza delle procedure di certificazione militare. Inoltre, la U.S. Navy incontra difficoltà nel rendere compatibili i droni stealth con le operazioni da portaerei, rallentando l’adozione dei futuri velivoli imbarcati.
Un recente rapporto della Government Accountability Office ha segnalato che diversi programmi chiave — compresi quelli collegati all’F-35 — sono in ritardo sulle consegne, segno di una catena tecnologica ancora frammentata.

Il nuovo equilibrio strategico

Mentre la Cina mostra immagini di un drone stealth apparentemente già operativo, gli Stati Uniti restano in una fase di transizione. Questa differenza temporale potrebbe avere implicazioni strategiche significative nel teatro indo-pacifico, dove il vantaggio tecnologico dei sistemi senza pilota potrebbe influire sull’equilibrio di potenza aerea nella regione.
La dimostrazione del GJ-11 non rappresenta solo un passo avanti tecnologico, ma anche un messaggio politico: la Cina vuole mostrare al mondo di poter competere — e forse superare — Washington nel campo dei sistemi di combattimento autonomi di nuova generazione.

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Ultimo Aggiornamento: 11/11/2025 16:38

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