
Un silenzio irreale avvolgeva la strada, spezzato solo dal rumore sordo di passi incerti. Qualcuno aveva visto una sagoma barcollare verso l’ingresso di un palazzo, una presenza che sembrava chiedere aiuto senza riuscire a pronunciare una parola. Poi un tonfo, secco, seguito da un grido soffocato che ha gelato chi si trovava nelle vicinanze. Nessuno, in quel momento, poteva immaginare la violenza dell’istante appena consumato.
Quando i primi soccorritori sono arrivati, la scena era quella di un dramma improvviso: una donna riversa sull’asfalto, il volto pallido, le mani tremanti, lo sguardo perso. Accanto a lei, frammenti di una lite appena esplosa, parole che nessuno ha sentito ma che sembrano ancora sospese nell’aria. Qualcosa di irreparabile era accaduto, e la strada, improvvisamente, era diventata il teatro di un gesto estremo.

A Nole Canavese, in provincia di Torino, una donna di 38 anni è stata soccorsa dal 118 per una grave ferita da arma da fuoco. Trasportata in codice rosso all’ospedale di Ciriè, secondo i primi accertamenti si sarebbe puntata una pistola alla testa e avrebbe sparato dopo una lite con il convivente, compiendo il gesto davanti all’uomo.
La donna è stata trovata a terra semicosciente, colpita in modo marginale al capo dal proiettile. Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Venaria, coordinati dalla Procura di Ivrea, che stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto e verificando ogni elemento utile a chiarire cosa sia avvenuto in quegli attimi drammatici.


