
Una normale seduta del lunedì al Congresso di Città del Messico si è trasformata in una rissa tra deputati durante il dibattito sull’abolizione dell’agenzia per la trasparenza della capitale messicana. L’episodio ha scosso l’aula e attirato l’attenzione dell’opinione pubblica.
La tensione è salita rapidamente mentre era in corso la discussione su una proposta di legge che prevedeva l’eliminazione dell’attuale organismo per la trasparenza e la sua sostituzione con un nuovo ente di controllo. Le posizioni contrapposte tra maggioranza e opposizione hanno acceso lo scontro.
Le immagini trasmesse dalla camera del Congresso mostrano chiaramente alcune deputate coinvolte in momenti di forte concitazione. Nel video si vedono parlamentari che si spintonano, urlano e arrivano persino a tirarsi i capelli davanti al podio.

La situazione è degenerata in pochi istanti, rendendo impossibile il proseguimento ordinato dei lavori parlamentari. Il clima di caos ha costretto la presidenza dell’aula a intervenire per tentare di ristabilire la calma.
A seguito dello scontro fisico, la seduta è stata sospesa temporaneamente. La decisione è stata presa per evitare un’ulteriore escalation e garantire la sicurezza dei presenti all’interno dell’aula.
Durante la sospensione, i deputati dell’opposizione hanno deciso di abbandonare l’aula in segno di protesta contro quanto stava accadendo e contro il contenuto della riforma in discussione.
Nonostante l’uscita delle forze di minoranza, la coalizione di governo ha scelto di proseguire i lavori parlamentari, riportando la seduta all’ordine una volta rientrata la calma.
In assenza dell’opposizione, la maggioranza ha quindi approvato le riforme, dando il via libera all’abolizione dell’agenzia per la trasparenza e alla creazione del nuovo organismo previsto dal testo.
L’episodio ha riacceso il dibattito politico nel Paese sul rispetto delle regole democratiche e sul clima di crescente polarizzazione politica all’interno delle istituzioni di Città del Messico.


