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Groenlandia, Trump nomina un inviato speciale e apre una nuova crisi con l’Unione europea

Pubblicato: 22/12/2025 18:28
trump

La decisione di Donald Trump di nominare un inviato speciale per la Groenlandia riaccende le tensioni tra Stati Uniti, Unione europea e Danimarca. La scelta del presidente americano è stata letta a Bruxelles e a Copenaghen come una nuova minaccia all’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Ue e della Nato.
Domenica sera, ora di Washington, Trump ha annunciato sul suo social Truth la nomina del governatore repubblicano della Louisiana, Jeff Landry, come inviato speciale per la Groenlandia. Nel messaggio, il presidente ha attribuito a Landry il compito di rendere l’isola del Nord Atlantico “parte degli Stati Uniti”. Un’affermazione che ha immediatamente suscitato allarme dall’altra parte dell’Atlantico. La Groenlandia è infatti un territorio autonomo del Regno di Danimarca, con un proprio governo e con il diritto all’autodeterminazione riconosciuto dal 2009.

La reazione dell’Unione europea alla nomina di Jeff Landry come inviato speciale Usa per la Groenlandia

La risposta europea è arrivata dai vertici delle istituzioni Ue. In una dichiarazione congiunta, il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno ribadito che integrità territoriale e sovranità sono principi fondamentali del diritto internazionale.
Secondo i due leader europei, tali principi non valgono solo per l’Unione europea ma per tutte le nazioni del mondo. Da qui l’espressione di piena solidarietà alla Danimarca e al popolo groenlandese.

Danimarca e Groenlandia: “Non si possono annettere altri Paesi”. Un precedente senza eguali

Anche Copenaghen e Nuuk hanno reagito con fermezza. In una dichiarazione congiunta, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen hanno respinto senza ambiguità le parole di Trump. “La Groenlandia appartiene ai groenlandesi”, hanno affermato, sottolineando che l’annessione di altri Paesi non è ammissibile e che ci si attende il rispetto dell’integrità territoriale condivisa.
La nomina di un inviato speciale per la Groenlandia viene definita senza precedenti. Pur essendo esistiti in passato inviati statunitensi per l’Artico, è la prima volta che Washington assegna un incarico di questo tipo specificamente all’isola.
Tradizionalmente, queste figure diplomatiche vengono nominate per aree di crisi, conflitti o regioni di alto interesse strategico. Il fatto che la Groenlandia entri in questo elenco viene interpretato come una escalation retorica e politica da parte della Casa Bianca.

Le parole di Trump e la posizione di Landry

Nel messaggio di annuncio, Trump ha definito la Groenlandia “essenziale per la sicurezza nazionale” degli Stati Uniti, sostenendo che Landry promuoverà con forza gli interessi americani per la sicurezza globale. Il governatore della Louisiana, rispondendo su X, ha precisato che svolgerà l’incarico a titolo volontario, continuando a esercitare il suo ruolo istituzionale, e ha ribadito come obiettivo quello di integrare l’isola negli Stati Uniti.

Copenaghen convoca l’ambasciatore Usa

Dopo l’annuncio, il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha dichiarato di essere profondamente turbato dalla nomina e ha annunciato l’intenzione di convocare l’ambasciatore statunitense per chiedere chiarimenti ufficiali. La richiesta principale di Copenaghen è il rispetto dell’integrità territoriale della Danimarca. La vicenda mette in difficoltà anche l’ambasciatore americano a Copenaghen, Ken Howery, figura vicina all’ambiente della Silicon Valley e confermata dal Senato solo pochi mesi fa, che in passato aveva mostrato cautela sul tema dell’annessione.

Le ambizioni territoriali di Trump

Le mire di Trump sulla Groenlandia non sono nuove. Già prima del suo ritorno alla Casa Bianca, il presidente aveva rilanciato ambizioni espansionistiche, che comprendono anche l’idea di fare del Canada il 51° Stato e la minaccia di riprendere il controllo del Canale di Panama.
Secondo ricostruzioni giornalistiche, la Casa Bianca avrebbe persino valutato costi, benefici e risorse naturali legate a un’eventuale acquisizione della Groenlandia, ricca di minerali e cruciale dal punto di vista geostrategico per l’Artico.

Il valore strategico della Groenlandia, una crisi destinata a durare

Con i suoi 57.000 abitanti, la Groenlandia è la più grande isola non continentale del mondo e occupa una posizione chiave tra Oceano Artico e Atlantico. Gli Stati Uniti vi gestiscono la base militare di Pituffik, eredità della Guerra Fredda, fondamentale per la difesa missilistica e la sorveglianza spaziale. Nonostante ciò, i sondaggi indicano che la stragrande maggioranza della popolazione groenlandese non sostiene l’idea di diventare americana.
Le autorità della Groenlandia, della Danimarca e dell’Unione europea hanno già respinto in passato le ambizioni di Trump. La nomina di Jeff Landry segna però un nuovo livello di tensione diplomatica, rimettendo al centro del confronto transatlantico un principio cardine dei rapporti internazionali: l’inviolabilità dei confini statali.

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