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“Dalla Dc a Forza Italia…”. Lutto nella politica italiana, se ne va un punto di riferimento

Pubblicato: 28/12/2025 09:21

Il rintocco sommesso delle campane sembra oggi trasportare un peso differente, un’eco che attraversa i vicoli del centro e si riflette sulla superficie immobile del lago. C’è un silenzio carico di rispetto che avvolge la città, quel tipo di vuoto che si avverte soltanto quando viene a mancare un pilastro, una presenza che per decenni è stata parte integrante del paesaggio umano quotidiano. Il dolore per questa perdita non riguarda solo una cerchia ristretta, ma si espande in ogni angolo dove la solidarietà e il senso del dovere hanno trovato casa. Si percepisce negli sguardi bassi di chi incrocia un conoscente per strada e nel calore sommesso delle preghiere sussurrate tra le mura delle chiese. La comunità avverte lo strappo di un legame storico, la fine di un percorso umano che ha saputo unire generazioni diverse sotto il segno del servizio e della dedizione assoluta.

La scomparsa di un protagonista comasco

La città di Como si stringe nel dolore per la scomparsa di una delle sue figure più rappresentative e amate degli ultimi decenni. All’età di 91 anni si è spento Gianmaria Quagelli, un uomo che ha saputo incarnare con dedizione e spirito di servizio l’anima profonda del capoluogo lariano. La notizia della sua morte ha suscitato un’ondata di commozione immediata, attraversando trasversalmente il mondo della politica, della Chiesa e dell’associazionismo locale. Quagelli non è stato solo un testimone dei cambiamenti della città, ma un protagonista attivo che ha lasciato un’impronta indelebile grazie a un impegno civile e religioso vissuto con coerenza e passione costante.

Un lungo cammino tra fede e servizio

Il legame tra Gianmaria Quagelli e la realtà ecclesiale di Como è stato uno dei pilastri fondamentali della sua intera esistenza. La sua fede non è mai stata un fatto puramente privato, ma si è tradotta in un’azione concreta e quotidiana a favore della comunità. Per moltissimo tempo la sua presenza è stata un punto di riferimento fondamentale all’interno della Cattedrale di Como. In quel luogo sacro, simbolo della cristianità comasca, Quagelli ha svolto il ruolo di volontario dell’accoglienza con una cortesia e una disponibilità che restano impresse nella memoria di chiunque abbia varcato la soglia del Duomo. È stato tra i pionieri di questo servizio, comprendendo prima di molti altri l’importanza di offrire un volto umano e ospitale ai numerosi turisti e ai fedeli che visitano ogni giorno la Cattedrale. Il Capitolo, insieme a tutti i collaboratori e ai volontari, ha voluto esprimere una profonda gratitudine per il lavoro svolto con umiltà e spirito di sacrificio, ricordando come la sua opera di accoglienza fosse un vero e proprio ministero di carità verso il prossimo.

Accanto alla sua intensa attività religiosa, Gianmaria Quagelli ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano all’interno dell’amministrazione comunale di Como, partecipando attivamente alla vita democratica della città per diverse stagioni storiche. La sua carriera politica è iniziata negli anni Ottanta sotto le insegne della Democrazia Cristiana, periodo in cui ha mosso i primi passi nel consiglio comunale contribuendo alle scelte fondamentali per lo sviluppo del territorio. Dopo una pausa, il suo impegno è ripreso con vigore all’inizio degli anni Duemila, quando ha deciso di rimettersi in gioco tra le fila di Forza Italia e successivamente nel Popolo delle Libertà. Durante i mandati del sindaco Stefano Bruni, Quagelli ha rappresentato una voce autorevole e rispettata all’interno dell’aula consiliare, portando sempre con sé quel bagaglio di valori cristiani e moderati che avevano caratterizzato i suoi esordi. La sua capacità di mediazione e la profonda conoscenza dei problemi cittadini lo hanno reso un interlocutore stimato sia dagli alleati che dagli avversari politici.

Il ricordo della comunità e dei familiari

La scomparsa di Quagelli lascia un vuoto incolmabile non solo nelle istituzioni che ha servito, ma soprattutto nell’affetto dei suoi cari e di chi ha avuto il privilegio di collaborare con lui. In queste ore di lutto, il pensiero di molti è rivolto al nipote Juri e a tutti i familiari, che hanno ricevuto numerosi messaggi di cordoglio da parte di cittadini comuni e autorità. La Cattedrale di Como, nel suo messaggio di addio, ha sottolineato l’importanza del suffragio e della preghiera, affidando la sua anima al Signore e ringraziandolo per essere stato un esempio di cittadinanza attiva e di devozione sincera. La sua figura viene descritta come quella di un uomo d’altri tempi, capace di unire il rigore morale a una grande dolcezza nei modi, sempre pronto a mettersi a disposizione per il bene comune senza mai cercare il protagonismo fine a se stesso.

L’ultimo saluto nella cappella delle suore

Il momento del commiato finale è stato fissato per la giornata di lunedì 29 dicembre, quando la comunità potrà stringersi un’ultima volta attorno al feretto di Gianmaria Quagelli. La cerimonia funebre si svolgerà alle ore 10.00 presso la cappella delle suore Giuseppine situata in via Borgovico, un luogo raccolto e significativo che ben si presta a onorare la memoria di un uomo che ha vissuto gran parte della sua vita all’ombra dei campanili e dei palazzi storici della sua amata Como. Sarà un’occasione per riflettere sull’eredità morale che Quagelli lascia alle nuove generazioni di amministratori e di volontari, affinché il suo esempio di dedizione totale alla città non vada perduto. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, ma il ricordo del suo sorriso accogliente tra le navate del Duomo e della sua voce ferma nei banchi del consiglio comunale continuerà a vivere nel cuore della cittadinanza comasca.

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Ultimo Aggiornamento: 28/12/2025 09:47

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