
La quiete di una calda serata estiva è stata squarciata all’improvviso da grida strazianti, rumori sordi di colluttazione e un silenzio successivo ancora più agghiacciante. Una scena di ordinaria quotidianità domestica si è trasformata in pochi istanti in un incubo di violenza inaudita, consumato tra le mura di un appartamento che avrebbe dovuto garantire protezione e serenità. Le voci terrorizzate che hanno rotto il silenzio del quartiere provenivano da una casa dove una furia cieca ha spezzato le vite di un padre, di una madre e della loro bimba di appena cinque anni, lasciando un unico drammatico superstite a fare i conti con l’orrore. Una carneficina consumata nel buio, che ha lasciato una comunità intera nello sconcerto e nell’angoscia più profonda.

Il dramma di via Montiglio
Il gravissimo fatto di sangue è avvenuto nella periferia ovest della Capitale, precisamente nel quartiere di Roma, in via Montiglio. Le vittime appartengono a una famiglia di nazionalità bengalese. A perdere la vita sotto i colpi di una violenza ferina sono stati la piccola Alicia, di cinque anni, e i suoi genitori, Kamal e Arzu Udiu, rispettivamente di 38 e 39 anni. Il capofamiglia viveva e lavorava in Italia da quindici anni come dipendente di un supermercato nella zona di Boccea, mentre la moglie e la figlia lo avevano raggiunto circa due anni fa per ricongiungersi con lui.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’aggressore sarebbe stato fatto entrare nell’abitazione perché conosciuto dalla famiglia. Per cause ancora in fase di accertamento sarebbe poi scoppiata una violenta lite, degenerata nel triplice omicidio. I genitori e probabilmente anche il figlio maggiore avrebbero tentato di difendere la bambina, senza però riuscire a fermare la furia dell’assassino.
Unico sopravvissuto alla strage
L’unico superstite è Onion, il figlio ventenne della coppia, rimasto ferito durante l’aggressione e trasportato al Policlinico Gemelli. Le sue condizioni non sono considerate gravi e la sua testimonianza è ritenuta fondamentale per ricostruire quanto accaduto. Il giovane è già stato ascoltato dagli investigatori della Squadra Mobile.
«C’era sangue ovunque. Mi ha ucciso tutta la famiglia. Sono arrivato a casa e ho visto lui che puliva il sangue. C’era sangue ovunque. Ha ammazzato tutti», avrebbe raccontato il ragazzo, secondo quanto riportato da Il Messaggero.
Anche alcuni residenti hanno riferito di aver visto un uomo allontanarsi dal palazzo subito dopo il delitto. Un testimone ha raccontato di aver visto il ventenne uscire dall’edificio insanguinato mentre chiedeva disperatamente aiuto, indicando la presenza dell’aggressore.
Le indagini e la caccia al sospettato

Per tutta la notte gli specialisti della Polizia Scientifica hanno effettuato rilievi nell’appartamento e nelle aree circostanti alla ricerca dell’arma del delitto e di elementi utili all’inchiesta. Nel corso delle ricerche è stata sequestrata una mannaia, ritenuta dagli investigatori la possibile arma utilizzata per il triplice omicidio.
Le testimonianze raccolte e gli elementi acquisiti hanno consentito agli investigatori di concentrare le ricerche su un connazionale delle vittime, ritenuto un conoscente della famiglia. Nelle ultime ore la Polizia di Stato, su disposizione della Procura di Roma, che coordina le indagini della Squadra Mobile, ha diffuso la fotografia e le generalità del presunto autore del delitto. Si tratta di Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983. L’immagine e i dati identificativi sono stati pubblicati anche sui canali social e sul canale WhatsApp ufficiale della Polizia per favorirne il riconoscimento.
Le forze dell’ordine invitano chiunque sia in possesso di informazioni utili al rintraccio del sospettato a contattare la Squadra Mobile al numero 3346903295. La caccia all’uomo prosegue senza sosta mentre gli investigatori continuano ad analizzare le immagini delle telecamere di sorveglianza, i telefoni cellulari delle vittime e tutti gli elementi utili per chiarire il movente della strage.
Il dolore della comunità
Nel frattempo il quartiere di Casalotti resta sotto shock. Parenti, amici e vicini si sono radunati davanti alla palazzina di via Montiglio per ricordare la famiglia e sostenere il giovane sopravvissuto. La comunità bengalese di Roma si è stretta attorno ai familiari delle vittime, mentre il movente del triplice omicidio resta ancora da chiarire. Gli investigatori non escludono alcuna pista e proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica della tragedia.


