
Il silenzio che avvolge il campo sportivo in queste ore è più pesante di qualsiasi nebbia invernale. Le reti delle porte sembrano immobili e stanche, mentre il fischietto dell’arbitro non ha più lo stesso suono vibrante di un tempo. Si percepisce un vuoto che attraversa gli spogliatoi e sale fino alle tribune, un senso di smarrimento che colpisce chiunque abbia varcato quel cancello per decenni. È il dolore per la perdita di un punto di riferimento, di una bussola che indicava sempre la direzione della passione e della lealtà.
Quando scompare una colonna portante, non trema solo l’edificio societario, ma tremano i cuori di chi vedeva in quell’uomo un padre, un mentore e un amico instancabile. La comunità si riscopre più fragile, consapevole che da oggi mancherà quello sguardo attento che per mezzo secolo ha vegliato su ogni singolo rimbalzo del pallone.
Una vita per i colori bianconeri
La storia di Pino Cumin con la Roianese non è stata una semplice collaborazione, ma un vero e proprio legame simbiotico iniziato poco dopo la fondazione della società nel 1961. Entrato nei quadri dirigenziali con umiltà e spirito di servizio, ha scalato ogni gradino della gerarchia societaria fino a ricoprire la carica di presidente per oltre due decenni. Sotto la sua direzione, il club ha vissuto i momenti più alti della sua storia sportiva, raggiungendo traguardi che prima sembravano insperati. La sua guida è stata caratterizzata da un equilibrio raro tra ambizione sportiva e gestione oculata, permettendo alla squadra di militare per diversi anni nella Prima categoria dei dilettanti, il punto più alto mai toccato dal sodalizio triestino. La sua figura era diventata un punto di riferimento costante sul campo di viale Miramare, dove la sua presenza garantiva stabilità e continuità.

Nonostante i successi della prima squadra, il vero cuore pulsante dell’attività di Cumin è sempre stato il settore giovanile. Pino credeva fermamente che il calcio dovesse essere prima di tutto uno strumento educativo e di aggregazione sociale. Grazie alla sua visione e alla sua costante attenzione, la Roianese è arrivata a contare oggi circa duecento atleti iscritti, partendo dai piccolissimi dei Primi calci fino ad arrivare alla formazione che partecipa al campionato degli juniores regionali. Per Cumin, ogni bambino che indossava la maglia bianconera meritava la stessa attenzione del capitano della prima squadra. Questo approccio ha permesso alla società di radicarsi profondamente nel tessuto sociale di Trieste, diventando un porto sicuro per le famiglie del rione e un centro di formazione non solo sportiva ma anche umana.
Il ricordo dei colleghi e della famiglia
Le parole dell’attuale presidente, Ubaldo Pesce, delineano perfettamente l’eredità lasciata da Cumin, sottolineando come mezzo secolo di militanza dirigenziale rappresenti un record assoluto di fedeltà e amore per una maglia. La solidità di cui gode oggi la società è frutto diretto del lavoro instancabile di Pino, che ha saputo costruire basi robuste capaci di resistere alle sfide del tempo. Anche la figlia Daniela ha voluto condividere un ritratto intimo del padre, descrivendolo come un uomo profondamente dedito agli altri e ancorato a valori solidi come il rispetto e l’amicizia. Nella vita privata, così come in quella professionale legata alla sua impresa di impianti elettrici, Giuseppe ha sempre messo al primo posto il lato umano, rendendo la sua esistenza un intreccio indissolubile tra affetti familiari e vicende sportive.
Oltre alla grande famiglia della Roianese, Pino lascia la moglie Rita e le figlie Daniela e Donatella. Coerentemente con lo stile sobrio e concreto che ha contraddistinto tutta la sua vita, per sua espressa volontà non saranno celebrati funerali. Questo ultimo atto di riservatezza non impedirà però alla comunità sportiva triestina di rendere omaggio a un uomo che ha saputo fare della passione il motore di ogni sua azione. La Roianese continuerà a scendere in campo portando con sé il ricordo del suo presidente storico, cercando di onorare su ogni pallone quel patrimonio di valori e di entusiasmo che Pino Cumin ha saputo seminare e coltivare per oltre cinquant’anni di onorata carriera sportiva.


