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“Idiota”. Garlasco, spunta la frase di Chiara Poggi prima dell’omicidio

Pubblicato: 30/12/2025 09:00

Il settimanale Giallo, in edicola a fine dicembre 2025, torna a occuparsi del delitto di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione di Garlasco, portando alla luce nuovi dettagli di natura privata emersi da messaggi mai resi pubblici prima.

Secondo quanto anticipato da diverse testate online, tra cui Leggo e La Sicilia, l’approfondimento del periodico si concentra su alcuni sms scambiati nei giorni precedenti l’omicidio tra Chiara Poggi e la cugina Paola Cappa.

In particolare, il 10 agosto 2007, Paola avrebbe chiesto a Chiara di procurarle una confezione di Contramal, un farmaco analgesico a base di tramadolo, utilizzato per il trattamento del dolore e disponibile solo con prescrizione medica.

La risposta di Chiara sarebbe stata negativa e senza ambiguità. «No, il Contramal non te lo compro senza ricetta», avrebbe scritto la giovane, rifiutando di assecondare la richiesta della cugina, come riportato dal settimanale. Chiara avrebbe espresso preoccupazione per lo stato di salute di Paola, in lotta con depressione e anoressia. La giovane l’avrebbe definita “idiota” per aver interrotto le cure al centro specializzato e ripreso comportamenti rischiosi.

Sempre secondo Giallo, circa un mese prima del delitto Chiara aveva manifestato preoccupazione per le condizioni di salute di Paola in una conversazione con l’allora fidanzato Alberto Stasi, successivamente condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione.

Nei messaggi, Chiara avrebbe fatto riferimento a un periodo difficile vissuto dalla cugina, legato a problemi di salute psicologica, criticandone la scelta di aver interrotto un percorso di cura specialistico.

Il settimanale ricostruisce anche un contesto familiare segnato da tensioni crescenti, sottolineando che, nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio, i contatti tra le due cugine si sarebbero progressivamente interrotti.

La redazione di Giallo, diretta da Albina Perri, precisa che i contenuti emersi non costituiscono nuovi elementi investigativi, né incidono sul quadro giudiziario già definito, ma offrono uno spaccato umano e relazionale delle settimane precedenti al delitto.

Si tratta dunque di materiale di contesto, che contribuisce a ricostruire il clima emotivo e personale attorno alla vittima, riaccendendo l’attenzione su uno dei casi di cronaca nera più discussi e seguiti in Italia negli ultimi vent’anni.

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